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	<title>Tech4Green &#187; Data Center</title>
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	<description>Tech4Green è l&#039;e-magazine sul mondo IT: Green IT, efficienza e ottimizzazione energetica, infrastrutture IT, cloud computing e virtualizzazione...e molto altro!</description>
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		<title>I Big Data e Fujitsu</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gentile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un momento di incertezza economica come quello attuale, c’è una necessità di flessibilità e dinamicità sempre più spinta: se prima le aziende si potevano definire “IT-centriche”, adesso sono “business-centriche”. La tecnologia è lo strumento con cui le aziende oggi &#8230; <a href="http://tech4green.it/2012/05/i-big-data-e-fujitsu/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un momento di <strong>incertezza economica </strong>come quello attuale, c’è una necessità di flessibilità e dinamicità sempre più spinta: se prima le aziende si potevano definire “IT-centriche”, adesso sono “business-centriche”. La tecnologia è lo strumento con cui le aziende oggi fanno business.</p>
<p>Il manager ha bisogno di strumenti che gli permettano di prendere decisioni <strong>in tempo zero</strong>. Il loro obiettivo è di ridurre al minimo il tempo di estrazione del dato e la presentazione sul cruscotto, grazie ad <strong>applicazioni che viaggiano in memoria</strong>, e realizzare quello che attualmente è definito ”in-memory computing”.</p>
<p>Le <strong>soluzioni SAP </strong>permettono alle aziende di realizzare questo concetto di analisi dati “real time”. In questo campo, <strong>Fujitsu</strong> si posizione come assoluto innovatore.</p>
<p>La visione di Fujitsu per quanto riguarda i Big Data si declina in <strong>2 livelli distinti</strong>. Un primo livello in cui sono protagonisti la gestione, l’<em>archiviazione</em> e la <em>protezione </em>del dato; un secondo livello in cui si considera l’<em>accelerazione</em> e la <em>gestione </em>del dato in <strong>contesti real time</strong> aziendali o nel campo del calcolo scientifico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/04/BigData.jpg"><img class="size-full wp-image-8884 aligncenter" title="BigData" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/04/BigData.jpg" alt="" width="430" height="224" /></a></p>
<p>Per ognuno dei 2 livelli, Fujitsu propone un tipo di soluzione diversa.</p>
<p><span style="font-weight: bold;"> 1. Primo      livello: gestione, archiviazione e protezione</span></p>
<p>Per il primo livello, la proposta si basa sul sistema storage <a href="http://www.fujitsu.com/it/products/computing/storage/solutions/eternus/cs800/" target="_blank">ETERNUS CS800</a>, che mette a disposizione, a costi accessibili, le funzionalità di <strong>deduplicazione</strong><strong><strong> </strong>dei dati</strong> per aiutare le imprese a gestire al meglio gli ingenti volumi di informazioni in crescita al loro interno.</p>
<p><span style="font-weight: bold;"> 2. Secondo      livello: analisi ‘real time’</span></p>
<p>Per il secondo livello, il focus si sposta sulla partnership con SAP e sulle soluzioni <a href="http://www.fujitsu.com/it/solutions/high-tech/dynamic-infrastructure/solutions/datacenter/sap/bw-accellerator/index.html" target="_blank">SAP BWA</a> e <a href="http://www.fujitsu.com/it/dynamic-infrastructures/solutions/datacenter/sap/sap-hana/" target="_blank">SAP HANA</a> che permettono alle aziende di realizzare il concetto di <strong>analisi dati “real time”</strong>.</p>
<p>Nel segmento del calcolo scientifico, invece, Fujitsu propone sia il supercomputer <a href="http://www.fujitsu.com/global/services/solutions/tc/hpc/products/primehpc/" target="_blank">PRIMEHPC FX10</a>, un sistema in grado di scalare la propria potenza di calcolo fino 23,2 petaflops, sia il server multi-nodo <a href="http://www.fujitsu.com/it/products/computing/servers/primergy/scale-out/cx400/" target="_blank">PRIMERGY CX400</a>, una tecnologia che necessita di metà spazio rispetto a un sistema rack standard, offrendo alle aziende un accesso efficiente in termini energetici a <strong>capacità di scale-out intelligenti </strong>per deployment come cloud privati, High Performance Computing (HPC) e virtualizzazioni su vasta scala.</p>
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		<title>La costruzione modulare per migliorare l’efficienza energetica dei data center (3)</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 08:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Tratto dell'articolo di David Palmer-Stevens, apparso nella e-zine The Green IT Review.] Leggi la prima e la seconda parte dell’articolo. I data center tradizionali si sono affidati a periodiche analisi CFD (Computational fluid dinamics) per poi valutare l&#8217;efficenza del sistema di raffreddamento. L&#8217;uso &#8230; <a href="http://tech4green.it/2012/04/la-costruzione-modulare-per-migliorare-l%e2%80%99efficienza-energetica-dei-data-center-3/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-8476" title="data_center_modular" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/03/data_center_modular-300x141.png" alt="" width="300" height="141" />[Tratto dell'articolo di David Palmer-Stevens, apparso nella e-zine <a href="http://www.thegreenitreview.com/2012/02/going-modular-opportunities-to-improve.html" target="_blank">The Green IT Review</a>.]</em></p>
<p><em>Leggi la <a href="http://tech4green.it/?p=8372" target="_self">prima</a> e la <a href="http://tech4green.it/?p=8463" target="_self">seconda</a> parte dell’articolo.</em></p>
<p>I data center tradizionali si sono affidati a periodiche analisi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Data_center#Computational_fluid_dynamics_.28CFD.29_analysis" target="_blank">CFD</a> (Computational fluid dinamics) per poi valutare l&#8217;efficenza del sistema di raffreddamento. L&#8217;uso del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Data_center_infrastructure_management" target="_blank">DCIM</a> (Data center infrastructure management) corrisponde a <strong>un&#8217;analisi CFD in tempo reale</strong>, e con più informazioni sulle performance del data center nel corso del tempo.</p>
<p>Tale capacità di elaborare trend e modelli sia per quanto riguarda la domanda IT che il consumo di energia, fornirà <strong>una panoramica più concreta delle performance dell&#8217;azienda in termini di PUE</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Power_usage_effectiveness" target="_blank">Power usage effectiveness</a>) e benefici al business in generale. L&#8217;obiettivo è di raggiungere un PUE prossimo all&#8217;unità. Le stanze e gli edifici dei data center tradizionali possono riportare un PUE di 2 o più.</p>
<p>Il consolidamento delle server room tradizionali e l&#8217;uso del data center a costruzione modulare possono <strong>semplificare in maniera significativa l&#8217;infrastruttura IT</strong>, migliorando l&#8217;efficienza e quindi riducendo i consumi. Il passaggio al data center modulare non è solo conveniente, ha anche <strong>il vantaggio di poter essere fatto in tempi rapidi</strong>, con la struttura modulare ottimale quanto ad implementazione e costruzione. E il tempo è un fattore determinante, se i data center tradizionali devono restare al passo con la competition dei servizi cloud in rapida espansione.</p>
<p><em>Leggi la <a href="http://tech4green.it/?p=8372" target="_self">prima</a> e la <a href="http://tech4green.it/?p=8463" target="_self">seconda</a> parte dell&#8217;articolo.</em></p>
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		<title>La costruzione modulare per migliorare l’efficienza energetica dei data center (2)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 07:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Tratto dell'articolo di David Palmer-Stevens, apparso nella e-zine The Green IT Review.] Leggi la prima parte dell&#8217;articolo. Sotto diversi aspetti i servizi Cloud possono portare dei benefici al supporto IT, in quanto offrono al personale strumenti utili per elaborare nuovi servizi. &#8230; <a href="http://tech4green.it/2012/04/la-costruzione-modulare-per-migliorare-l%e2%80%99efficienza-energetica-dei-data-center-2/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/03/dcim.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8466" title="dcim" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/03/dcim-300x164.png" alt="" width="300" height="164" /></a><em>[Tratto dell'articolo di David Palmer-Stevens, apparso nella e-zine <a href="http://www.thegreenitreview.com/2012/02/going-modular-opportunities-to-improve.html" target="_blank">The Green IT Review</a>.]</em></p>
<p><em>Leggi la <a href="http://tech4green.it/?p=8372  " target="_self">prima parte</a> dell&#8217;articolo.</em></p>
<p>Sotto diversi aspetti i servizi Cloud possono portare dei benefici al supporto IT, in quanto offrono al personale strumenti utili per elaborare nuovi servizi. <strong>Dimenticatevi il vecchio iter produttivo</strong> che, in alcuni settori di mercato, prevede passino anche più di 90 giorni dalla richiesta di servizio alla delivery dello stesso, e rivedetelo nell&#8217;ottica dei servizi cloud.</p>
<p>Disponibilità immediata significa: l&#8217;IT staff può soddisfare le esigenze del business, e guadagnare tempo da utilizzare nella costruzione di moduli aggiuntivi. Servendosi del <strong>contenimento</strong>, questi moduli possono funzionare in parallelo col servizio esterno, prima d&#8217;essere utilizzati nel business. Per poter fornire servizi cloud e poter avere prezzi abbordabili in futuro, bisogna giocare sui <strong>costi di provisioning</strong>. Il <strong>DCIM</strong> (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Data_center_infrastructure_management" target="_blank">Data center infrastructure management</a>) – uno strumento fondamentale che sta recentemente guadagnando il riconoscimento del mercato – serve a portare management e automazione a livello dell&#8217;implementazione fisica e nell&#8217;ambiente IT.</p>
<p>Il vecchio leitmotiv che recita “<strong>non puoi gestire quel che non vedi</strong>”, vale molto per la connettività fisica del data center, per la distribuzione dell&#8217;energia e per l&#8217;efficienza del raffreddamento, comprendendo flusso d&#8217;aria e umidità.</p>
<p><em>Leggi la <a href="http://tech4green.it/?p=8372  " target="_self">prima parte</a> dell&#8217;articolo.</em></p>
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		<title>La costruzione modulare per migliorare l’efficienza energetica dei data center (1)</title>
		<link>http://tech4green.it/2012/04/la-costruzione-modulare-per-migliorare-lefficienza-energetica-dei-data-center-1/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 07:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Tratto dell'articolo di David Palmer-Stevens, apparso nella e-zine The Green IT Review.] Per tutto quel che va dalla produzione alla progettazione, il 2012 sarà un anno di sfide per il settore del data center. La sfida più grande deriverà dalla &#8230; <a href="http://tech4green.it/2012/04/la-costruzione-modulare-per-migliorare-lefficienza-energetica-dei-data-center-1/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/03/modularity.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8373" title="modularity" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/03/modularity.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>[Tratto dell'articolo di David Palmer-Stevens, apparso nella e-zine <a href="http://www.thegreenitreview.com/2012/02/going-modular-opportunities-to-improve.html" target="_blank">The Green IT Review</a>.]</p>
<p>Per tutto quel che va dalla produzione alla progettazione, il 2012 sarà <strong>un anno di sfide per il settore del data center</strong>. La sfida più grande deriverà dalla <strong>sempre maggiore disponibilità di servizi Cloud</strong>. Considerato il modello di costo seducente, saranno richiesti dai CFO visto che il costo di mantenimento delle risorse IT interne è maggiore di quello di noleggio di detti servizi. E&#8217; interessante poi che i passi ch&#8217;è possibile fare per competere coi servizi cloud portino i data center tradizionali verso <strong>una maggiore efficienza energetica</strong>.</p>
<p>Il data center modulare è la chiave dell&#8217;efficienza. Tuttavia, la prima mossa in questo gioco di sopravvivenza è consolidare tutto il possibile, servendosi della <strong>virtualizzazione</strong> per combinare i server efficacemente tra loro. Il consolidamento deve essere centrato sui moduli, gradualmente accumulabili fino a saturazione, utilizzando il modulo di contenimento che meglio si adatta all&#8217;ambiente.</p>
<p>Una volta che il surplus di apparecchiature IT sarà stato apportato, il prossimo passo sarà la revisione del modello di costruzione del data center, focalizzandosi sui sistemi di alimentazione e di raffreddamento. Servendosi di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Data_center_environmental_control" target="_blank">Hot Aisle e Cold Aisle</a> <strong>si arriva a una riduzione del 23% per quanto riguarda l&#8217;impiego dei sistemi di raffreddamento</strong>, tenendoli strettamente collegati al carico IT. Ciò permette al sistema di raffreddamento di <strong>ridurre il proprio apporto durante i periodi di basso utilizzo dell&#8217;IT</strong>. Adottando motori a coppia (torque-motors) a velocità variabile, è possibile risparmiare il 50% dell&#8217;elettricità su un calo del 20% nel carico.</p>
<p>Inoltre il personale IT interno deve operare <strong>all&#8217;insegna della flessibilità e della scalabilità dei sistemi Cloud Computing, all&#8217;interno del proprio data center</strong>, così da competere coi fornitori di Cloud esterni. Ma poiché la capacità inutilizzata è uno spreco – così come l&#8217;eccesso di approvvigionamento è uno spreco nei data center tradizionali – la risposta è la <strong>costruzione modulare</strong>. I data center modulari – fatti di unità prefabbricate che sono facilmente trasportabili e scalabili – <strong>offrono possibilità di ampliamento flessibili, tra cui il refrigeramento variabile e alcune opzioni di produzione dell&#8217;energia</strong>. Una costruzione modulare tiene al minimo l&#8217;uso delle risorse e nel contempo consente di avere la stessa risposta dinamica al carico IT che si ha nei sistemi Cloud.</p>
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		<title>Allungare la vita a un data center (2)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 12:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sa che, col passare degli anni, i data center necessitano di sempre più connettività e spazio per lo storage. Ma l&#8217;ampliamento della struttura ha un costo considerevole. La domanda che ci poniamo qui è la seguente. Al tempo della &#8230; <a href="http://tech4green.it/2012/03/allungare-la-vita-a-un-data-center-2/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/02/cfd.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7854" title="data-center-life" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/02/cfd-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a><em>Si sa che, col passare degli anni, i data center necessitano di sempre più connettività e spazio per lo storage. Ma l&#8217;ampliamento della struttura ha un costo considerevole. La domanda che ci poniamo qui è la seguente. Al tempo della recessione economica, quando si deve spendere solo il necessario e anche qualcosa in meno, come possiamo allungare la vita a un data center? Quali sono gli stratagemmi per rimandare, il più possibile, l&#8217;ampliamento dell&#8217;infrastruttura?</em></p>
<p>Risponde a questa domanda <a href="http://www.gartner.com/AnalystBiography?authorId=25979" target="_blank">Rakesh Kumar</a>: vicepresidente della divisione ricerca di <a href="http://www.gartner.com/technology/home.jsp" target="_blank">Gartner</a>. Kumar racconta di essere continuamente bombardato da richieste di grandi organizzazioni che, più o meno disperatamente, vorrebbero <strong>tagliare i costi di aggiornamento, di ampliamento o di trasferimento dei loro data center</strong>. Un investimento di questo tipo verrebbe infatti a costare almeno 10 milioni di dollari, sostiene Kumar. “E con la tipica frequenza di aggiornamento dai 5 ai 10 anni”, ci spiega.</p>
<p>Malgrado questo scenario possa sembrare lugubre, di solito Kumar scopre che <strong>è possibile posticipare gli investimenti di un lasso di tempo dai due ai cinque anni</strong>. Bisogna seguire però la giusta combinazione di strategie, tra cui:<br />
1. la razionalizzazione dell&#8217;hardware e del software,<br />
2. lo spostamento fisico delle apparecchiature.<br />
Vediamo come, nei dettagli.</p>
<p><strong>1. Razionalizzare l&#8217;uso di hardware e software</strong></p>
<p>Le aziende dovrebbero “pulire casa propria”, sostiene. Ovvero i responsabili dovrebbero effettuare una verifica con un <strong>software di asset management</strong> o un tool analogo. Nella gran parte dei casi scoprirebbero che: <strong>dal 10 al 15 per cento dei dispositivi hardware</strong> sono spenti o stanno tenendo in vita una singola applicazione usata raramente.</p>
<p>“Dovreste assicurarvi che ogni pezzo d&#8217;hardware del vostro data center stia facendo un lavoro produttivo”, avverte Kumar.</p>
<p><strong>2. Spostare fisicamente le apparecchiature</strong></p>
<p>Soprattutto lo spazio fisico sul pavimento è diventato un problema, si può pensare di spostare fisicamente qualche apparecchiatura. “Spesso accade che, una volta costruito e organizzato in un determinato modo il data center, poi, quando si posizionano i nuovi dispositivi, lo si fa più che altro considerando i requisiti di cablaggio e di raffreddamento, invece che cercando la disposizione ottimale a terra.”</p>
<p>Kumar invita i responsabili IT a <strong>riconsiderare la disposizione delle apparecchiature ogni tre, al massimo cinque anni</strong>. Per quest&#8217;operazione ci si può servire delle analisi CFD (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Data_center#Computational_fluid_dynamics_.28CFD.29_analysis" target="_blank">computational fluid dinamycs</a>), in grado di formulare un modello adeguato per il flusso dell&#8217;aria. Poi ci sono gli strumenti per ridisegnare le planimetrie forniti dai produttori delle apparecchiature IT.</p>
<p>“Un&#8217;analisi CFD può avere un costo di 30mila dollari, ma il guadagno di qualche anno di vita per il data center lo fa sembrar ridicolo”, sostiene Kumar.</p>
<p>Le analisi CFD, oltre a facilitare il disegno delle planimetrie, sono anche uno <strong>strumento utile a migliorare l&#8217;efficienza energetica</strong>. Troppo spesso infatti vengono a crearsi zone di sovraccarico nel data center, in cui si osservano picchi ingiustificati di consumo energetico e raffreddamento. E analizzando bene il sistema di raffreddamento è possibile rimandare la spesa di condizionatori d&#8217;aria e alimentatori. “Un semplice riposizionamento di rack e apparecchiature varie può far guadagnare anni di vita al vostro data center”, conclude Kumar.</p>
<p>Leggi il <a href="http://tech4green.it/2012/03/allungare-la-vita-a-un-data-center/" target="_self">primo articolo</a> della serie.</p>
<p>(Fonte <a href="http://features.techworld.com/data-centre/3309968/extending-the-life-of-your-data-centre/" target="_blank">Techworld</a>)</p>
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		<title>Allungare la vita a un data center (1)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 11:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sa che, col passare degli anni, i data center necessitano di sempre più connettività e spazio per lo storage. Ma l&#8217;ampliamento della struttura ha un costo considerevole. La domanda che ci poniamo qui è la seguente. Al tempo della &#8230; <a href="http://tech4green.it/2012/03/allungare-la-vita-a-un-data-center/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/02/datacenterlife.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7839" title="data-center-life-vita" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/02/datacenterlife-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><em>Si sa che, col passare degli anni, i data center necessitano di sempre più connettività e spazio per lo storage. Ma l&#8217;ampliamento della struttura ha un costo considerevole. La domanda che ci poniamo qui è la seguente. <strong>Al tempo della recessione economica</strong>, quando si deve spendere solo il necessario e anche qualcosa in meno, <strong>come possiamo allungare la vita a un data center</strong>? Quali sono gli stratagemmi per rimandare, il più possibile, l&#8217;ampliamento dell&#8217;infrastruttura?</em></p>
<p>Risponde a questa domanda <a href="http://www.educause.edu/Community/MemDir/Profiles/JoanneMKossuth/39539" target="_blank">Joanne Kossuth</a>, CIO al <a href="http://www.olin.edu/" target="_blank">Franklin W. Olin College of Engineering</a> (che può contare su un data center di 365 metri quadrati costruito nel 2001).</p>
<p>Joanne Kossuth, come molti suoi colleghi, <strong>ha dovuto usare la creatività</strong> per ottenere qualcosa di più dai server e dallo storage. Per farlo ha riesaminato accuratamente il ciclo di vita dei dati e delle applicazioni, l&#8217;uso dello spazio per l&#8217;archiviazione, le architetture, i server rack etc. E questi sono due semplici accorgimenti di cui si è servita.</p>
<p><strong>Spostare i dati non critici</strong></p>
<p>Tra le questioni che hanno attirato da subito l&#8217;attenzione della Kossuth c&#8217;è il costo di gestione dei dati. In particolar modo le <strong>fotografie</strong> – degli studenti iscritti, ma anche quelle scattate durante gli eventi – <strong>richiedevano parecchio spazio d&#8217;archiviazione</strong> e avevano bisogno di connettività per essere viste, modificate, condivise.</p>
<p>Per liberare il data center dai quasi <strong>10 terabyte</strong> richiesti per conservare quelle immagini, la Kossuth ha semplicemente aperto <a href="http://blog.tsw.it/social-media-optimization/flickr-come-canale-di-comunicazione-e-relazione-per-le-aziende_0005238.html" target="_blank">un account aziendale in Flickr</a>, dove ha trasferito tutti i processi che riguardano l&#8217;uso e la gestione delle fotografie. In questo modo <strong>il college ha risparmiato circa 40.000 dollari</strong>, il costo dell&#8217;ampliamento dello spazio d&#8217;archiviazione. Oltretutto si sono alleggeriti i server della gran parte dei processi legati alle immagini.</p>
<p><strong>Alleggerire la pressione delle applicazioni di alto livello</strong></p>
<p>Anni fa, l&#8217;Olin College comprò un sistema di videoconferenza Tandberg da <strong>80.000 dollari</strong>, e lo spazio storage di supporto. Un investimento che si è rivelato <strong>troppo oneroso nei costi di gestione</strong> ed è quindi stato corretto. La Kossuth ora predilige l&#8217;acquisizione e la distribuzione dei video, e la videoconferenza è utilizzata solo laddove indispensabile. Per quanto riguarda lo spazio d&#8217;archiviazione, <strong>il materiale audiovisivo è stato spostato in Youtube</strong>.</p>
<p>Così facendo, rileva Joanne Kossuth, &#8220;il data center non deve più fornire la banda dedicata allo streaming e l&#8217;hardware per la conservazione&#8221;. Il sistema Tandberg viene utilizzato quindi solo per le conferenze di alto profilo, e per le lezioni a distanza (che rappresentano una priorità per il college).</p>
<p>(Fonte <a href="http://features.techworld.com/data-centre/3309968/extending-the-life-of-your-data-centre/" target="_blank">Techworld</a>)</p>
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		<title>Introduzione alla virtualizzazione (2)</title>
		<link>http://tech4green.it/2012/02/introduzione-alla-virtualizzazione-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 06:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Questo articolo costituisce un’introduzione al tema della virtualizzazione e presenta i motivi che la rendono conveniente. L’articolo, a firma di Logan G. Harbaugh, è apparso nell'e-zine techworld il 13 ottobre scorso. Ne riportiamo la traduzione perché introduce questo tema in &#8230; <a href="http://tech4green.it/2012/02/introduzione-alla-virtualizzazione-2/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/Virtualizzazione-Cloud-Computing.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7030" title="Virtualizzazione-Cloud-Computing" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/Virtualizzazione-Cloud-Computing-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>[Questo articolo costituisce un’introduzione al tema della virtualizzazione e presenta i motivi che la rendono conveniente. L’articolo, a firma di <a href="http://www.lharba.com/" target="_blank">Logan G. Harbaugh</a>, è apparso nell'e-zine <a href="http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/" target="_blank">techworld</a> il 13 ottobre scorso. Ne riportiamo la traduzione perché introduce questo tema in modo chiaro ed esemplificativo. Questa è la seconda parte.]</p>
<p><a href="http://tech4green.it/2012/02/introduzione-alla-virtualizzazione-1/" target="_blank">Leggi la prima parte</a>.</p>
<p><strong>4. E&#8217; possibile dividere le applicazioni in sistemi operativi separati per una migliore affidabilità</strong></p>
<p>Normalmente, un server fisico eseguirà un sistema operativo e quell&#8217;OS avrà sopra installata una molteplicità di applicazioni – un web server, un server e-mail, un server per i database, ecc. Tuttavia, l&#8217;esecuzione di tante applicazioni server su un singolo OS, aumenta la possibilità che una applicazione possa interferire con un&#8217;altra, causando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bottleneck_(ingegneria)" target="_blank">bottleneck</a> o addirittura bloccandosi. Suddividendo le applicazioni in più macchine virtuali, ogni applicazione ha il suo OS e le sue risorse, ed è meno probabile interferisca con le altre.</p>
<p><strong>5. L&#8217;approvvigionamento di nuovi server dedicato a prototipi, test o migrazioni è più facile</strong></p>
<p>Con la virtualizzazione la creazione di un server aggiuntivo per i test prende pochi minuti, e non richiede nuovo hardware. Invece, l&#8217;acquisto di un nuovo server fisico (o il mantenimento di quelli inutilizzati a disposizione per i test) è costoso, e l&#8217;installazione dei sistemi operativi e delle applicazioni può richiedere parecchio tempo. Visto che le VM esistenti possono essere clonate con tutte le configurazioni del sistema operativo e le applicazioni, <strong>è molto semplice duplicare un server di produzione</strong> per testare nuove patch o una versione nuova di un&#8217;applicazione.</p>
<p><strong>6. Puoi risparmiare energia</strong></p>
<p>Anche se sono stati fatti passi avanti verso l&#8217;efficienza energetica dei server, <strong>è ancora più conveniente eseguire uno o due grandi server invece che una dozzina o anche più separati</strong>. Con i server di ultima generazione, il core parking e altre funzionalità consentono di disattivare le risorse quando non sono in uso, riducendo ulteriormente i consumi di energia. Un server di grandi dimensioni che hosta dozzine di VM, non può utilizzare più energia di un server di piccole dimensioni con bassi livelli di utilizzo, e può sostituire dozzine di piccoli server.</p>
<p><strong>7. Virtual Desktop Infrastructure ti consente di risparmiare una fortuna sui PC</strong></p>
<p>Oltre a virtualizzare sistemi operativi di server e  applicazioni, potreste prendere in considerazione la virtualizzazione dei desktop. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Desktop_virtualization" target="_blank">VDI</a> ti consente di <strong>eseguire un client poco pesante sull&#8217;hardware dei desktop esistenti o su un hardware leggero dedicato, e accedere ad un Windows 7 virtuale o ad altri sistemi operativi desktop</strong>. Ciò significa che potete fornire dei desktop di Windows 7 a utenti i cui sistemi non supportano Windows 7 eseguito localmente. La gestione può anche essere semplificata, visto che le patch per Windows e le applicazioni possono essere eseguite una sola volta e questo avrà effetto per tutti i sistemi presenti sul VDI server.</p>
<p>C&#8217;è una ragione per cui la virtualizzazione viene usata così largamente in molti data center aziendali. Offre convincenti risparmi per quanto riguarda l&#8217;hardware, il consumo energetico, la gestione dei costi, e supporta una cospicua tolleranza all&#8217;errore.</p>
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		<title>Introduzione alla virtualizzazione (1)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 12:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[server]]></category>

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		<description><![CDATA[[Questo articolo costituisce un’introduzione al tema della virtualizzazione e presenta i motivi che la rendono conveniente. L’articolo, a firma di Logan G. Harbaugh, è apparso nell'e-zine techworld il 13 ottobre scorso. Ne riportiamo la traduzione perché introduce questo tema in &#8230; <a href="http://tech4green.it/2012/02/introduzione-alla-virtualizzazione-1/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/Virtualizzazione-Cloud-Computing.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7030" title="Virtualizzazione-Cloud-Computing" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/Virtualizzazione-Cloud-Computing-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>[Questo articolo costituisce un’introduzione al tema della virtualizzazione e presenta i motivi che la rendono conveniente. L’articolo, a firma di <a href="http://www.lharba.com/" target="_blank">Logan G. Harbaugh</a>, è apparso nell'e-zine <a href="http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/http://features.techworld.com/virtualisation/3310698/seven-reasons-to-consider-virtualisation/" target="_blank">techworld</a> il 13 ottobre scorso. Ne riportiamo la traduzione perché introduce questo tema in modo chiaro ed esemplificativo. Ecco la prima parte.]</p>
<p><strong>La virtualizzazione ha fatto irruzione in molti data center. Se la vostra azienda non la sta già utilizzando, ecco perché dovrebbe.</strong></p>
<p>Sia la virtualizzazione del server che la virtualizzazione del desktop si basano su <strong>un software core chiamato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hypervisor" target="_blank">hypervisor</a></strong> per eseguire diversi sistemi operativi sull&#8217;hardware di un unico server fisico. Ciascun sistema operativo è tenuto separato, e se necessario con delle risorse dedicate.</p>
<p>Dal momento che è possibile procurarsi moderni server con CPU multiple, una gran quantità di memoria, parecchio spazio per lo storage, e una connessione di rete a banda larga, <strong>ciascun sistema operativo può avere tanta potenza di calcolo quanta all&#8217;occorrenza ne può fornire un singolo server</strong>. I sistemi operativi e le applicazioni quasi mai  impiegano tutte le risorse disponibili, soprattutto negli stessi orari –  così più sistemi operativi e applicazioni possono coesistere in un singolo blocco hardware, con il conseguente miglior uso dell&#8217;hardware stesso.</p>
<p>Se non state già impiegando la virtualizzazione, dovreste prenderla in considerazione. Ecco dei validi motivi.</p>
<p><strong>1. Vi permette di ottenere il massimo dall&#8217;hardware del vostro server</strong></p>
<p>Molti server normalmente funzionano per la maggior parte della giornata a livelli di utilizzo molto bassi. L&#8217;aggiunta di più sistemi operativi e applicazioni consente di <strong>sfruttare al massimo le costose risorse dei server</strong>. Visto che su un server si possono eseguire più macchine virtuali, si riduce così la spesa totale per l&#8217;hardware.</p>
<p><strong>2. Vi permette di configurare i server con una tolleranza all&#8217;errore più alta</strong></p>
<p>Hypervisor consente ai sistemi operativi e alle loro applicazioni di migrare da un sistema all&#8217;altro. Se l&#8217;hardware di un server, o il sistema operativo e le applicazioni in esecuzione si bloccano, quei sistemi operativi e quelle applicazioni possono essere trasferite su un altro hypervisor eseguito su un differente server fisico.  <strong>I grandi server normalmente sono impostati per una maggiore tolleranza agli errori rispetto ai piccoli server</strong>. Due grandi server, ad esempio, permettono la migrazione di applicazioni, e assicurano una maggiore tolleranza all&#8217;errore rispetto a una dozzina di piccoli server, utilizzando meno energia ed essendo più facilmente gestibili.</p>
<p><strong>3. La gestione risulta semplificata</strong></p>
<p>Poiché tutti i sistemi operativi su un Hypervisor possono essere amministrati tramite una singola interfaccia, e ai sistemi possono essere date risorse di calcolo in più quando necessario, <strong>può essere molto più semplice gestire una dozzina di server virtuali che non una dozzina di sistemi fisici separati</strong>. Ciascun sistema operativo dev&#8217;essere gestito separatamente, ma ci sono tool aggiuntivi che semplificano anche questo processo.</p>
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		<title>Server e data center come fonte di riscaldamento</title>
		<link>http://tech4green.it/2011/12/server-e-data-center-come-fonte-di-riscaldamento/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 10:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;avvento del Cloud Computing, la diffusione dei data center sta aumentando sempre più, proprio per venire incontro all&#8217;esigenza di immagazzinamento dei documenti. Negli ambienti destinati all&#8217;allocazione di questi strumenti la temperatura è sempre molto alta e nella stagione estiva &#8230; <a href="http://tech4green.it/2011/12/server-e-data-center-come-fonte-di-riscaldamento/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/11/Heather_computer.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7243" title="Heather_computer" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/11/Heather_computer-300x268.png" alt="" width="300" height="268" /></a>Con l&#8217;avvento del <a href="http://tech4green.it/category/tech4green/cloud-computing-tech4green-2/" target="_self"><strong>Cloud Computing</strong></a>, la diffusione dei data center sta aumentando sempre più, proprio per venire incontro all&#8217;esigenza di immagazzinamento dei documenti. Negli ambienti destinati all&#8217;allocazione di questi strumenti la temperatura è sempre molto alta e nella stagione estiva può toccare anche i 40-50 gradi.</p>
<p>Proprio per questo <a href="http://www.greencity.it/news/4191/i-server-e-i-data-center-potrebbero-essere-una-buona-fonte-di-riscaldamento.html" target="_blank">è nata l&#8217;idea</a>, attualmente in via di sviluppo, di sfruttare questo calore per <strong>riscaldare le abitazioni</strong>.<br />
Secondo gli studi sino ad ora fatti, in primis si necessita la creazione di un mini data center da 40-400 processori nei centri residenziali o all&#8217;interno delle abitazioni stesse, <strong>risparmiando</strong> l&#8217;investimento per la costruzione di una struttura creata ad hoc e sfruttando il calore così generato per il riscaldamento.</p>
<p>Altro punto da non sottovalutare è la <strong>riduzione di emissione di anidride carbonica</strong> e una minore esigenza di condizionare le stanze destinate a ospitare i data center.<br />
Insomma un risparmio di circa 300 euro per ogni server, che diventa un numero davvero notevole già per data center di piccole dimensioni.</p>
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		<title>Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (5)</title>
		<link>http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-5/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 06:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Nalon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green IT]]></category>
		<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende green]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo articolo è apparso nella e-zine Techworld. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Questa è la quinta, ecco la prima, la seconda, la terza e la quarta. &#8230; <a href="http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-5/">&#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/aereo-gen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7041" title="aereo-gen" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/aereo-gen-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Questo articolo è apparso nella e-zine <a href="http://features.techworld.com/green-it/3301323/six-ways-to-cool-your-data-centre-efficiently-and-cheaply/" target="_blank">Techworld</a>. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Questa è la quinta, <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">ecco la prima</a>, <a href="http://tech4green.it/?p=6946" target="_self">la seconda</a>, la <a href="http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-3/" target="_self">terza</a> e la <a href="http://tech4green.it/?p=6997" target="_blank">quarta</a>.</em></p>
<p><strong>Furbo come una volpe, o soltanto pazzo? </strong></p>
<p>Fino a qui, tutto quello che hai letto è stato fatto e si sta facendo, o si sta esplorando in fase di test. Ma perché fermarsi se c&#8217;è margine per ulteriori miglioramenti? Ecco alcune idee brillanti.</p>
<p>Mi prendo il merito e/o la colpa per questa idea. <strong>Perché non mettere i server dentro i vani delle turbine, e immergerli in acqua legati a cavi coassiali in fibra</strong>? Il moto dell&#8217;acqua sulla turbina produce energia, il movimento dell&#8217;acqua mantiene freddo il server. Per il massimo scambio di calore (e per evitare problemi di galleggiamento) utilizzare il raffreddamento a immersione nei liquidi per i server, vedi per esempio <a href="http://www.hardcorecomputer.com/index.html" target="_blank">Computer Hardcore</a>.</p>
<p>Quanto alla <strong>location</strong>, con<a href="http://www.makanipower.com/company/gallery/" target="_blank"> i sistemi di produzione dell&#8217;elettricità basati sull&#8217;aria che si stanno sviluppando</a> [cioè velivoli che generano elettricità in aria], che dire di <strong>moduli di data center volanti, che generano elettricità e sono raffreddati ad aria</strong> senza ingombrare spazio a terra? Certo, un facile bersaglio di pirati dell&#8217;aria armati di cesoie taglia-fili lunghe un metro. O anche più grandi stivate in dirigili più leggeri dell&#8217;aria?</p>
<p>La mia proposta preferita proviene da Perry Szarka, consulente per <a href="http://www.mcpc.com/" target="_blank">le soluzioni ai sistemi integrati Mcpc</a>: “<em>Che ne dici di una <strong>combinazione micro-birrificio e data center</strong>? L&#8217;idea sarebbe quella di far partecipare la birra al processo di raffreddamento in qualche modo visto che passa attraverso un processo di distillazione/fermentazione</em>”.</p>
<p>“<em>Il lato micro-birrificio prevederebbe <strong>un bar dove i clienti potrebbero vedere la birra scorrere nel sistema attraverso ampie vetrate e tubi trasparenti</strong>. Credo che questa sia l&#8217;ultima concezione di data center a raffreddamento liquido, almeno per gli amministratori che ho incontrato!</em>”</p>
<p>Quali pratiche innovative stai vedendo in giro? O hai qualche idea in questo senso?</p>
<p>Articoli precedenti: <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">1</a> - <a href="http://tech4green.it/?p=6946" target="_self">2</a> - <a href="http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-3/" target="_self">3</a> &#8211; <a href="http://tech4green.it/?p=6997" target="_self">4</a></p>
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