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	<title>Tech4Green &#187; CIO</title>
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	<description>Tech4Green è l&#039;e-magazine su vari temi di attualità nel mondo IT: Green IT, efficienza e ottimizzazione energetica, infrastrutture IT, cloud computing e virtualizzazione...e molto altro!</description>
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		<title>Cloud Computing: sempre più nuvole all&#8217;orizzonte</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 08:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
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		<description><![CDATA[Si dice che il 2011 sarà ricordato come il suo anno. Parliamo del Cloud Computing e dell&#8217;enorme successo che sta riscuotendo. Produttività semplificata, lavorare e collaborare in qualunque luogo e momento, su qualunque dispositivo: difficile non trovare questa possibilità allettante. Secondo uno studio della Microsoft, nel 2014 il 43% del lavoro sarà fatto utilizzando questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/04/cloud-computing-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5536" title="cloud-computing" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/04/cloud-computing-1-300x200.jpg" alt="cloud computing 1 300x200 Cloud Computing: sempre più nuvole allorizzonte" width="300" height="200" /></a> Si dice che <a href="http://www.pmi.it/software/news/8792/nextvalue-2011-lanno-del-cloud.html" target="_blank">il 2011 sarà ricordato come il suo anno</a>.</p>
<p>Parliamo del <a href="http://tech4green.it/category/tech4green/cloud-computing-tech4green-2/" target="_self">Cloud Computing</a> e dell&#8217;enorme successo che sta riscuotendo. Produttività semplificata, lavorare e collaborare in qualunque luogo e momento, su qualunque dispositivo: difficile non trovare questa possibilità allettante. Secondo <a href="http://www.businessonline.it/news/12658/Pmi-e-Cloud-Computing-2011-2014-ricerca-Microsoft.html" target="_blank">uno studio</a> della <a href="http://www.microsoft.com/it/it/default.aspx" target="_blank">Microsoft</a>, nel 2014 <strong>il 43% del lavoro sarà fatto utilizzando questi servizi</strong>, il 28% rimarrà a livello on premise e solo il 29% ne utilizzerà altri.</p>
<p>In questo, l&#8217;Italia non resta indietro: <strong>il 61% dei CIO dicono di aver già adottato il Cloud o di essere intenzionati a farlo entro un anno</strong>.  Gli argomenti migliori che li spingono verso tale direzione sono ovviamente la riduzione dei costi, ma non solo. Più importante è infatti ritenuta la possibilità di avere una<strong> infrastruttura flessibile</strong>, che potenzi l&#8217;area business e che sia in grado di adattarsi nel migliore dei modi ad un mercato in continua crescita e cambiamento.</p>
<p>Ci sono tuttavia ancora <strong>alcuni dubbi</strong> in merito da parte del grande pubblico, soprattutto circa <strong>privacy e sicurezza</strong>. La causa primaria dei timori è riconducibile al fatto che tali servizi sono offerti da un fornitore esterno, che spesso non garantisce clausole inerenti alla questione né <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Service_level_agreement" target="_blank">Service Level Agreement</a> precisi. A questo eventualmente si possono unire <strong>difficoltà  di integrazione</strong> delle applicazioni IT interne con i servizi esterni in Cloud Computing, e problemi di interazione con i fornitori stessi, dovuti ad una cultura aziendale spesso sommaria circa tale settore.</p>
<p>Nonostante ciò <strong>il mercato si rivela in continua crescita</strong>, con un interessamento sempre maggiore da parte dei CIO e con un conseguente incremento dell&#8217;attenzione dei fornitori, attirati da prospettive che giorno dopo giorno diventano più affascinanti.  Basti pensare che <strong>il valore di mercato della “nuvola” è attualmente di 16,5 miliardi di dollari</strong> e si prevede che <strong>entro il 2014 salirà addirittura a 55 miliardi</strong>.</p>
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		<title>Le due priorità dei Manager dell’ICT per il 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 11:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
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		<description><![CDATA[“Le nuove infrastrutture e le operation technologies, come servizi cloud e virtualizzazione, ultimamente sono stati scelti sempre più dai Manager dell’ICT e rientrano nella top-two delle tecnologie per il 2011”. Così ha detto Mark McDonald, il capo dei ricercatori per Gartner Executive Programs e vice-presidente del gruppo, così come hanno poi annunciato i risultati dell’indagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/02/gartner-1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4883" title="gartner" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/02/gartner-1.png" alt="gartner 1 Le due priorità dei Manager dell’ICT per il 2011" width="300" height="167" /></a></p>
<p>“Le nuove infrastrutture e le operation technologies, come servizi cloud e virtualizzazione, ultimamente sono stati scelti sempre più dai Manager dell’ICT e rientrano nella top-two delle tecnologie per il 2011”. Così ha detto Mark McDonald, il capo dei ricercatori per <a href="http://www.gartner.com/technology/cio/" target="_blank">Gartner Executive Programs</a> e vice-presidente del gruppo, così come hanno poi annunciato i risultati dell’<a href="http://www.cio.com/article/588166/The_CIO_Agenda_2010" target="_blank">indagine CIO Agenda</a> organizzata da <strong>Gartner Executive Programs</strong> (EXP), condotta da settembre a dicembre 2010.</p>
<p>In accordo con i risultati, i Manager dell’ICT prevedono che adotteranno sempre più i nuovi servizi cloud, e più velocemente di quanto si aspettassero. Attualmente infatti il 3% degli ICT Manager ha la maggioranza dell’IT che si muove nel cloud o in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Software_as_a_service" target="_blank">tecnologie SaaS</a>, ma ci si aspetta una crescita del 43% di questo numero.</p>
<p>L’indagine condotta da Gartner include<strong> risposte da 2014 ICT Manager</strong>, rappresentativi di una spesa complessiva di oltre 1600 billioni di dollari in 50 paesi e 38 industrie. Il report di Gartner Executive Programs “<a href="http://www.cio.com/article/588166/The_CIO_Agenda_2010" target="_blank">Remaining IT: The 2010 CIO Agenda</a>” <strong>rappresenta l’indagine più dettagliata delle priorità del business e delle strategie</strong> nell’ambito delle scelte degli ICT Manager.</p>
<p>Le stime di budget per gli ICT Manager per il 2011 sono globalmente piatte, con una <strong>crescita stimata del budget dell’1%</strong>, ma si crede che potranno essere ri-allocabili in un futuro molto vicino.</p>
<p>L’indagine in sostanza prevede un positivo sviluppo, dato che gli ICT Manager potranno così essere in grado di <strong>ri-allocare i risparmi dei budget</strong> dedicati all’Information Technology, piuttosto che ridarli alle organizzazioni nel 2011. Gli ICT Managers prevedono di avere la capacità di <strong>finanziare nuovi progetti</strong> ri-allocando risorse all’interno del budget previsto. Questo approccio al finanziamento diverrà uno standard nelle procedure finché Gartner non vedrà i budget degli ICT Managers recuperare, entro il 2014, fino al livello del picco del 2008.</p>
<p>Contestualmente gli ICT Manager riferiscono che le organizzazioni danno importanza alla crescita, oltre che alla continua vigilanza sui costi e l’efficienza. Quest’enfasi è coerente con i segni emergenti di una ripresa dell’economia e con l’aumento della competitività nell’attrarre e mantenere i clienti.</p>
<p>D’altro canto “<em>gli ICT Managers sono stati bloccati da una modesta crescita dei budget a disposizione e con esigenze di crescita</em>” ha chiuso McDonald nella sua intervista, osservando che “<em>i servizi cloud e la virtualizzazione vanno d’accordo con la situazione dei budget, dato che offrono livelli di servizio simili fra loro a costi più bassi</em>”.</p>
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		<title>Il Cloud Computing e l&#8217;evoluzione del ruolo del CIO</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
		<category><![CDATA[as-a-service]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cloud computing è uno degli argomenti che suscita sempre più interesse tra i responsabili dell&#8217;IT: non solo sta influenzando le strategie di offerta dei vari vendor e il modo di lavorare, ma costituisce anche un&#8217;opportunità per i CIO di trasformarsi da semplici amministratori a veri business strategist, ripensando l&#8217;IT. Infatti,  i responsabili IT più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/01/cloud4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4789" title="cloud4" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/01/cloud4.jpg" alt="cloud4 Il Cloud Computing e levoluzione del ruolo del CIO" width="278" height="181" /></a>Il <strong>cloud computing</strong> è uno degli argomenti che suscita sempre più interesse tra i responsabili dell&#8217;IT: non solo sta influenzando le strategie di offerta dei vari vendor e il modo di lavorare, ma costituisce anche un&#8217;opportunità per i CIO di trasformarsi da semplici amministratori a veri business strategist, ripensando l&#8217;IT. Infatti,  i responsabili IT più attenti alle novità possono diventare business leader in grado, oltre che di pianificare i sistemi tecnologici aziendali, di guidare con successo le decisioni strategiche sui processi di business, sfruttando l&#8217;evoluzione tecnologica.</p>
<p>In  che modo? Secondo Ralf Russ, CFO di Fuitsu Technology Solutions, il CIO deve  spingere per l&#8217;adozione di tecnologie e/o servizi basati sul cloud computing, in quanto  offrono straordinarie opportunità alle imprese di supportare in modo più efficiente il business, aumentando la propria redditività e garantendo un importante vantaggio competitivo. Questo perchè il cloud computing offre nuove modalità di operare, permettendo l&#8217;accesso in modalità &#8220;<strong>as-a-service&#8221;</strong> a infrastrutture, applicazioni e processi già testati: in questo modo, da un lato riduce i tempi di messa in produzione di nuove applicazioni e/o processi, dall&#8217;altro garantisce livelli di servizio e di qualità maggiori rispetto a quello ottenibile in-house. Cosa che necessariamente implica <strong>costi ridotti</strong>.Concludendo con una battuta, per avere successo, i CIO devono avere la testa fra le nuvole!</p>
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		<title>Cloud Computing per i Retailer: qualcosa si muove.</title>
		<link>http://tech4green.it/2010/08/cloud-computing-per-i-retailer-qualcosa-si-muove/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 08:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Nalon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
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		<description><![CDATA[Gartner ha recentemente pubblicato un articolo rivolto ai Vendor operanti nel Retail sugli impatti del Cloud Computing sul loro business. Il termine &#8220;Cloud Computing&#8221; è stato così abusato e allo stesso tempo così poco definito che nel mercato si è creata una grande confusione circa il suo significato. Allo stesso tempo la tradizionale attenzione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/cloud-computing1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3372" title="cloud-computing1" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/cloud-computing1.jpg" alt="cloud computing1 Cloud Computing per i Retailer: qualcosa si muove." width="250" height="188" /></a>Gartner ha recentemente pubblicato un articolo rivolto ai Vendor operanti nel Retail sugli impatti del Cloud Computing sul loro business.<br />
Il termine &#8220;Cloud Computing&#8221; è stato così abusato e allo stesso tempo così poco definito che nel mercato si è creata una grande confusione circa il suo significato. Allo stesso tempo la tradizionale attenzione dei CIO di questo settore all&#8217;abbattimento del TCO delle tecnologie, accentuato dalla contrazione dei consumi ( e dei budget IT)  ha fatto passare in secondo piano le opportunità legate alla sua adozione.<br />
Non a caso , rispetto alla media del settore IT, il modello Cloud registra in questo settore industriale un&#8217;adozione sotto la media generale.</p>
<p>Quali sono le ragioni di questo ritardo? Un primo motivo ha radici di tipo culturale: il Retail è tradizionalmente un settore avverso al rischio e restio a cedere il controllo sugli asset IT. Un secondo ostacolo importante risiede nel credere che spostare e gestire dati nel Cloud esponga le aziende al rischio di perdita dati e a interruzioni dei servizi. Ed ancora: risulta difficile dimostrare con incrementi di funzionalità i vantaggi nell&#8217;adozione di questo modello. Infine, esistono ambiti e processi &#8220;mission critical&#8221; (come ad esempio le operazioni al PoS) per i quali difficilmente il modello può esserepreso in considerazione.</p>
<p>E&#8217; altrettanto vero che una serie di vantaggi che questo modello comporta sono stati poco considerati e valorizzati. Ad esempio, il modello permette per alcune applicazioni ( SaaS ) di abilitare nuove funzionalità in tempi rapidissimi. Questo è in linea con la velocità con la quale i CIO vengono sottoposti a richieste di nuove funzionalità e con l&#8217;accorciamento del ciclo di vita di molte applicazioni. E&#8217; altrettanto indubbio che l&#8217;adozione del modello Cloud permette di ottenere una scalabilità impensabile con un modello tradizionale, ma anche che, sotto il profilo della discrezionalità nella spesa IT fornisce maggiori libertà di scelta in quanto sposta CAPEX verso OPEX.</p>
<p>Poiché verosimilmente i budget IT in questo settore non si espanderanno, sarà necessario per questi player governare in modo diretto ( o nella modalità &#8220;private Cloud&#8221;) gli ambiti applicativi non strettamente &#8220;core&#8221;. Ad esempio infrastrutture e applicazioni per la gestione del personale, per la gestione del merchandise o per le quali la scalabilità e la flessibilità possono generare significativi impatti nella gestione e nei costi.</p>
<p>Un altro esempio degli ambiti dove è possibile considerare il modello Cloud come valido è quello della BI su operazioni e processi per i quali esistono best practice di settore ormai ben definite. <a href="http://www.fujitsu.com/it/services/retail/commercial/rba/" target="_blank">Retail Business Analytics</a>, la soluzione Fujitsu per le analisi Marketing, Vendite e Loss Prevention si presta ad essere erogata anche in questa modalità.</p>
<p>Se volete scambiare la Vostra opinione in merito, lasciate un commento  oppure contattatemi via e-mail: <a href="mailto:denis.nalon@ts.fujitsu.com%3Cmailto:denis.nalon@ts.fujitsu.com">denis.nalon@ts.fujitsu.com</a></p>
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		<title>Cultura di prodotto e di servizio si incontrano per offrire una proposta più vicina al business dei Clienti</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 09:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Musazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fujitsu Solutions]]></category>
		<category><![CDATA[Retail Application]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[CIO]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[retail]]></category>
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		<description><![CDATA[La fusione tra Fujitsu Services e Fujitsu Technology Solutions porta con sé una serie di cambiamenti nel Portfolio di offerta di Fujitsu, ma anche e soprattutto ha dato il via a un percorso di trasformazione del modo di fare business con i clienti. Si parte dal Retail, dove il contributo della ex Fujitsu Services all’arricchimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fusione tra Fujitsu Services e <strong>Fujitsu Technology Solutions</strong> porta con sé una serie di cambiamenti nel Portfolio di offerta di Fujitsu, ma anche e soprattutto ha dato il via a un percorso di trasformazione del modo di fare business con i clienti.</p>
<p>Si parte dal <strong>Retail</strong>, dove il contributo della ex Fujitsu Services all’arricchimento dell’offerta è importante e può innescare un meccanismo di trasmissione e contaminazione virtuosa anche per aziende che operano in altre industry che guardano per certi processi al Retail come punto di riferimento (pensiamo al Banking, all’healthcare, all’hospitality, ma non solo).<br />
In sostanza l’offerta di Fujitsu ha l’obiettivo di costituire una risposta concreta alla domanda: “<em>cosa vorrebbero i Retailer dalla tecnologia?</em>”.</p>
<p>Il contatto continuo con Clienti in tutto il mondo (e consistenti investimenti in ricerche di mercato) ci dicono che le priorità di business per i CIO sono volte a far fronte a 5 grandi sfide:</p>
<p>1) il miglioramento dei  processi, delle tecnologie e performance al <strong>Checkout</strong>;<br />
2) l’aumento di efficienza delle  architetture e  delle tecnologie per il <strong>back office</strong>;<br />
3) il supporto con tecnologie adeguate alla comunicazione nel punto vendita per una <strong>customer experience</strong> più ricca e coinvolgente;<br />
4) il presidio proattivo della<strong> loyalty</strong> dei Clienti e l’incremento dell’efficacia delle promozioni, anche attraverso una migliore conoscenza e capacità di analisi dei fatti aziendali;<br />
5) la <strong>riduzione del TCO</strong> delle tecnologie e il conseguente miglioramento dei servizi ad esse associati.</p>
<p>Per ciascuna di queste sfide Fujitsu ha affinato negli anni un set di soluzioni e servizi che supportano il Business dei Retailer di medie e grandi dimensioni, permettendo loro di tenere sotto controllo il TCO delle tecnologie sottostanti, migliorare l’erogazione dei servizi associati e, soprattutto, garantirne la continuità e l’affidabiltà, due  elementi che, in modo sempre crescente sono dipendenti dai processi di business nei quali le tecnologie insistono.<br />
La nuova Fujitsu porta così ai suoi clienti competenze professionali, prodotti, soluzioni e servizi ancora più integrati per le infrastrutture dinamiche, diventando un interlocutore unico a supporto di tematiche tecnologiche, di processo e di business.</p>
<p>Visita l’<a href="http://www.fujitsu.com/it/services/retail/" target="_blank">offerta Fujitsu per il Retail</a></p>
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		<title>Cloud computing: la sicurezza è un ostacolo all’adozione? Parola ai CIO…</title>
		<link>http://tech4green.it/2009/12/cloud-computing-la-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 18:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
		<category><![CDATA[CIO]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione dei costi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema è ricorrente: il computing a nuvola sta riscuotendo sempre più credito presso le aziende ma la sua adozione non è (al momento) particolarmente diffusa per motivi legati alla sua sicurezza. Il dibattito è aperto, il ritornello sulla presunta limitata affidabilità dei servizi cloud va sempre di moda, anche (o forse soprattutto?) nei periodi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2009/12/cloud-computing2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1376" title="cloud-computing" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2009/12/cloud-computing2.jpg" alt="cloud computing2 Cloud computing: la sicurezza è un ostacolo all’adozione? Parola ai CIO…" width="300" height="223" /></a>Il tema è ricorrente: il computing a nuvola sta riscuotendo sempre più credito presso le aziende ma la sua adozione non è (al momento) particolarmente diffusa per motivi legati alla sua<span style="font-weight: bold;"> sicurezza</span>. Il dibattito è aperto, il ritornello sulla presunta limitata affidabilità dei <span style="font-weight: bold;">servizi cloud </span>va sempre di moda, anche (o forse soprattutto?) nei periodi di recessione economica e di restrizione dei budget di spesa It.</p>
<p>La ricerca condotta dalla società di ricerche Portio (per conto di COLT) su CIO e responsabili IT di 13 diversi Paesi europei ha messo in sostanza in evidenza come il 68% delle aziende veda nella sicurezza il principale impedimento all’adozione del cloud computing. Una preoccupazione particolarmente elevata in Italia, il Paese secondo lo studio con il più alto tasso di adozione del computing a nuvola ma dove la percentuale di cui sopra sale al 73%.</p>
<p>Prestazioni e affidabilità sono visti come elemento di preoccupazione dal 58% degli intervistati, mentre il 47% ha osservato come la mancanza di trasparenza sui modelli di pricing potrebbe essere un freno all’ingresso. Ma proprio la certezza di un <strong>canone mensile predeterminato</strong> e basato sull’effettivo utilizzo delle risorse non era fra i punti di forza del cloud computing?</p>
<p>Non mancano, per contro, anche buoni segnali di apertura verso questa “tecnologia”, vuoi per la necessità di accedere a dati e sistemi da qualsiasi località remota ma anche per i benefici insiti nell’utilizzare servizi cloud per l’hosting delle e-mail e il backup dei dati critici o per la flessibilità che tali servizi offrono per gestire l’accesso a svariate applicazioni.</p>
<p>Timorosi e refrattari fin che si vuole, i CIO confermano però di aver recepito i principali vantaggi del cloud computing. Il 48% degli intervistati, in tal senso, vede quale maggior vantaggio la<span style="font-weight: bold;"> riduzione dei costi</span>, il 21% ritiene che l’obiettivo principale sia nel fatto che le aziende non devono avere propri data center e il 19% si dice consapevole che si tratti di un servizio in grado di raggiungere gli obiettivi di business.   E in Italia? <strong>Il 90% dei CIO si aspetta un aumento dei progetti  dei servizi cloud nei prossimi 12 mesi</strong>, mentre il 48% prevede di dedicarvi dal 21 al 40% degli investimenti IT complessivi.</p>
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		<title>Data center: le sfide da vincere nel 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 12:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dynamic Infrastructures]]></category>
		<category><![CDATA[CIO]]></category>
		<category><![CDATA[Data Center]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Server X86]]></category>

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		<description><![CDATA[Consumi energetici, ottimizzazione degli spazi, problemi tecnologici di varia natura. Anche nel 2010 saranno queste le principali preoccupazioni che assilleranno i responsabili dei data center e dei dipartimenti IT, stando a quanto rilevano gli analisti di Gartner. I costi dell’energia sostenuti per alimentare e raffreddare la sala macchine sono in continua crescita e ancora oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2009/12/data-center1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1456" title="data-center" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2009/12/data-center1-300x225.jpg" alt="data center1 300x225 Data center: le sfide da vincere nel 2010" width="300" height="225" /></a>Consumi energetici, ottimizzazione degli spazi, problemi tecnologici di varia natura. Anche nel 2010 saranno queste le principali preoccupazioni che assilleranno i responsabili dei <strong>data center </strong>e dei dipartimenti IT, stando a quanto rilevano gli analisti di <strong>Gartner</strong>.</p>
<p>I costi dell’energia sostenuti per alimentare e raffreddare la sala macchine sono in continua crescita e ancora oggi le aziende non prestano sufficiente attenzione alle procedure di misurazione, monitoraggio e gestione del consumo di corrente nei data center. I <strong>CIO</strong>, questo l’appunto loro mosso, devono realizzare che eliminare un singolo<strong> server x86</strong> dal centro dati può comportare un risparmio di costi energetici nell’ordine dei 400 dollari l’anno.</p>
<p>Gartner ha così identificato tanto le criticità più evidenti per i gestori delle risorse informatiche e sottolineato le sfide da vincere su cui focalizzare l’attenzione, partendo da un’accurata analisi di quelle che sono le singole componenti che formano l’insieme dei costi attribuibili al data center.</p>
<p>Ridurre le spese di gestione dell’IT senza pregiudicarne le prestazioni è un obiettivo raggiungibile solo con un’attenta razionalizzazione e un’adeguata opera di consolidamento del parco hardware (server, storage, apparati, client). Rendere più efficiente il proprio data center passa quindi anche attraverso l’ottimizzazione di siti multipli in un numero più limitato di siti e l’utilizzo di tool software in grado di gestire i sistemi di raffreddamento e i flussi di alimentazione delle macchine. Misurare il livello di efficienza del proprio data center è il punto di partenza (e non quello di arrivo) per pianificare le azioni da condurre e definire gli interventi di natura tecnologica (ottmizzazione dell’esistente, rinnovamento, adozione di nuove soluzioni).</p>
<p>Le raccomandazioni di Gartner non sono certo nuove. Il problema (per le aziende) e che una buona parte di organizzazioni sta tutt’ora trascurando tali interventi con il risultano che i loro data center presentano “bachi” evidenti sotto il profilo dell’efficienza energetica. Per CIO e responsabili IT la razionalizzazione della sala macchine, nel 2010, deve diventare una priorità assoluta. Prima di fare propri i concetti di IT come servizio, di cloud computing, di infrastructure as a service&#8230;</p>
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		<title>Perchè la virtualizzazione è così importante</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Virtualizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[CIO]]></category>
		<category><![CDATA[Server X86]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto impattano le tecnologie IT sui processi di business aziendali? Molto, e tutto fa pensare che tale incidenza continui a crescere nei prossimi anni, contribuendo in modo sostanziale a modificare i modelli di sviluppo strategico delle imprese. Alcune tecnologie peseranno in questo processo più delle altre e la virtualizzazione, a degli analisti di settore, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="virtualizzazione1.jpg" href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/01/virtualizzazione2-300x208.jpg"><img class="alignright" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/01/virtualizzazione2-300x208.jpg" alt="virtualizzazione2 300x208 Perchè la virtualizzazione è così importante" width="300" height="208" title="Perchè la virtualizzazione è così importante" /></a>Quanto impattano le tecnologie IT sui processi di business aziendali? Molto, e tutto fa pensare che tale incidenza continui a crescere nei prossimi anni, contribuendo in modo sostanziale a modificare i modelli di sviluppo strategico delle imprese. Alcune tecnologie peseranno in questo processo più delle altre e la <strong>virtualizzazione</strong>, a degli analisti di settore, è fra queste. Che sia applicata ai server (la risorsa IT più soggetta al fenomeno) o a terminali client, <strong>sistemi di storage</strong>, <strong>apparati di networkin</strong>g, applicazioni, sistemi operativi o motori di ricerca è un fatto “secondario”.</p>
<p>Il presupposto per portare la virtualizzazione in azienda, spesso dimenticato, è il seguente: la virtualizzazione non è semplicemente una tecnologia. É un “approccio” che facilita il compito dell’IT nel distribuire, in modo sicuro e veloce, le applicazioni e i servizi realmente richiesti dagli utenti, esercitando su questi ultimi una maggiore pressione per ciò che concerne l’utilizzo efficiente delle risorse informatiche.</p>
<p>Il ragionamento si applica alle varie componenti del data center e trova espressione compiuta nel campo dei <strong>server</strong>: virtualizzare tramite hypervisor le macchine (x86) su cui gira il sistema informativo aziendale nel suo complesso genera il duplice beneficio di ridurre i costi dell’hardware e di incrementarne sensibilmente i livelli di utilizzo.</p>
<p>Parlare di cloud computing, o più pragmanticamente di ambienti IT orientati alla massima flessibilità operativa, rischia di rimanere una bella intenzione se manca un progetto sistemico di virtualizzazione a monte. Il punto nodale, per CIO e responsabili IT, non è se virtualizzare o meno ma quanto e cosa virtualizzare. I server sono la priorità, intervenire sullo storage è altrettanto un passo importante. Basta pensare agli esponenziali ritmi di crescita dei dati si producono, gestiscono, archiviano in azienda.</p>
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		<title>Il cloud computing è sicuro? Non per tutti i Cio</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 15:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
		<category><![CDATA[CIO]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dematerializzazione delle infrastrutture It certo, ma a patto che questo processo sia sicuro. Da una ricerca condotta di recente da Trend Micro su circa 200 Cio e decision-maker informatici è merso infatti che la protezione di reti e dati è un elemento essenziale affinché in azienda si possa realizzare un ambiente di cloud computing. Portare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2009/10/cloud-computing1.jpg" title="cloud-computing.jpg"><img class="alignleft" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2009/10/cloud-computing1-150x150.jpg" alt="cloud computing1 150x150 Il cloud computing è sicuro? Non per tutti i Cio"  title="Il cloud computing è sicuro? Non per tutti i Cio" /></a>Dematerializzazione delle <strong>infrastrutture It </strong>certo, ma a patto che questo processo sia sicuro. Da una <a href="http://trendmicro.mediaroom.com/index.php?s=23&amp;item=531"><strong>ricerca</strong></a> condotta di recente da Trend Micro su circa 200 Cio e decision-maker informatici è merso infatti che la protezione di reti e dati è un elemento essenziale affinché in azienda si possa realizzare un ambiente di <strong>cloud computing</strong>. Portare le applicazioni sulle nuvole va bene ma le aziende, e non è certo una colpa, vogliono essere certe di avere un quadro chiaro sulle minacce provenienti da Internet e quindi proteggersi da qualsiasi elemento indesiderato che potrebbe provocare seri danni ai sistemi IT e rallentarne le risorse o compromettere l’integrità di dati critici e confidenziali.</p>
<p>Il cloud quindi piace e molto (almeno sulla carta e nelle intenzioni) ma l’indagine di cui sopra ha anche detto che l’89% dei Cio intervistati richiede una protezione in-the-cloud integrata nella soluzione di <strong>sicurezza IT </strong>e che il 40% prende in considerazione solo i prodotti di sicurezza che includono funzioni di intelligence per la rilevazione delle minacce in-the-cloud. Dati che inducono a pensare che senza certezze dal punto di vista dell’affidabilità delle informazioni aziendali difficilmente si innova e se il 61% degli intervistati ha confermato di non voler intraprendere alcuna decisione in merito al cloud computing fino a quando non vi sarà la certezza della totale assenza di rischi di sicurezza per le loro reti qualcosa vorrà pur dire.</p>
<p>Solo un porzione del campione oggetto di indagine, e precisamente il 27%, ha affermato come i vantaggi del computing a nuvola superino talmente le problematiche di sicurezza da non esservi motivo di posticipi o cancellazioni dei programmi di implementazione di ambienti cloud. Quanti responsabili IT italiani sono di questo avviso? E perché? Il dibattito è aperto.</p>
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		<title>La recessione non è finita? Cio sotto pressione</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 12:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[budget IT]]></category>
		<category><![CDATA[business continuity]]></category>
		<category><![CDATA[CIO]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica ha imposto ai responsabili IT di tagliare ulteriormente i costi di esercizio e su questo non ci piove. C’è però una diffusa predisposizione fra gli stessi CIO a ridare fiato agli investimenti proprio perché è solo innovando ulteriormente (non solo in ambito tecnologico) che si possono superare brillantemente i periodi bui. L’argomento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="cio.jpg" href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2009/08/cio.jpg"><img class="alignleft" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2009/08/cio-150x150.jpg" alt="cio 150x150 La recessione non è finita? Cio sotto pressione"  title="La recessione non è finita? Cio sotto pressione" /></a>La crisi economica ha imposto ai responsabili IT di tagliare ulteriormente i costi di esercizio e su questo non ci piove. C’è però una diffusa predisposizione fra gli stessi <strong>CIO</strong> a ridare fiato agli investimenti proprio perché è solo innovando ulteriormente (non solo in ambito tecnologico) che si possono superare brillantemente i periodi bui. L’argomento si presta a mille riflessioni e visto il periodo ancora semi vacanziero invito i lettori di questo blog a dire la loro sullo studio “<a href="http://www.att.com/Common/about_us/files/pdf/road_to_growth/Key_Findings.pdf"><strong>Road to Growth</strong></a>” pubblicato prima di Ferragosto da <strong>AT&amp;T</strong> e che ha coinvolto 77 executive IT (47 americani e 30 europei) di grandi multinazionali,</p>
<p>Ecco alcuni dati assai significativi. Il 64% del campione ha dichiarato di essere sotto pressione nel focalizzare progetti tesi a garantire un<strong> ROI</strong> in metà o in meno della metà del tempo rispetto al passato: una pressione che per due terzi degli intervistati ha interessato <strong>budget IT</strong>, strategie e priorità operative. Emblematico il caso di un CIO chiamato a mettere in pista un progetto informatico capace di generare un ritorno dell’investimento del 100% in soli 12 mesi, pena la cancellazione del progetto stesso.</p>
<p>Per convinzione o necessità (o per entrambe le cose) la stragrande maggioranza dei CIO e dei CTO monitorati (l’87% per la precisione) è comunque concorde nel ritenere che <strong>ridurre i costi operativi sia “estremamente o molto importante”</strong> e nel riporre nella migliore relazione con clienti e partner (citata nell’85%) e nella maggiore produttività della forza lavoro (83%) molte delle speranze per traghettare la propria compagnia fuori dalle acque agitate della crisi. <strong>Business continuity</strong> e <strong>sicurezza</strong> sono le voci più ricorrenti nelle affermazioni dei CIO quanto a nuovi investimenti IT perché potranno avere il più esteso impatto positivo sulla crescita del business se le proprie aziende saranno pronte a cavalcare la ripresa.</p>
<p>Che tutti si aspettano si concretizzi a partire da metà o fine 2010.</p>
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