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	<title>Tech4Green</title>
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	<description>Tech4Green è l&#039;e-magazine su vari temi di attualità nel mondo IT: Green IT, efficienza e ottimizzazione energetica, infrastrutture IT, cloud computing e virtualizzazione...e molto altro!</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 07:30:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Social Media e B2B: un rapporto in costante crescita</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 07:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Tools]]></category>
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		<description><![CDATA[In due precedenti articoli, questo e questo, ci si soffermava nel primo sul futuro del rapporto fra le aziende B2B e i Social Media, mentre nel secondo vi erano alcuni utili approfondimenti. Ecco, ora per chiudere il cerchio sono disponibili dei dati aggiornati che fanno davvero riflettere se pensiamo che in sostanza: l’86% delle società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/09/places1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3427" title="places1" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/09/places1-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>In due precedenti articoli, <a href="http://tech4green.it/2010/06/social-media-e-b2b-quale-futuro/" target="_self">questo</a> e <a href="http://tech4green.it/2010/07/social-media-e-b2b-approfondimenti/" target="_self">questo</a>, ci si soffermava nel primo sul futuro del<strong> rapporto fra le aziende B2B e i Social Media</strong>, mentre nel secondo vi erano alcuni utili approfondimenti. Ecco, ora per chiudere il cerchio <a href="http://socialmediab2b.com/2010/08/b2b-social-media-statistics/ " target="_blank">sono disponibili dei dati aggiornati</a> che fanno davvero riflettere se pensiamo che in sostanza:</p>
<ul>
<li>l’86% delle società B2B usa i Social Media, comparato ad un 82% di quelle B2C;</li>
<li>il 53,5% dei marketers che ha risposto al sondaggio di cui sopra afferma che attualmente l’uso dei SM fa parte della strategia di marketing dell’azienda (mentre nello stesso periodo del 2009 la percentuale era ferma al 45%);</li>
<li>la spesa che il marketing delle imprese B2B effettuerà sul social networking prevede una crescita del 43,3% nel 2010</li>
<li>e che all’interno dell’online marketing le aree più importanti che vedranno aumentare la spesa saranno queste: Sviluppo del sito web (70,7%), E-mail marketing (62,3%), Social media (60,3%), Video (50,7%) e Webcast (46%).</li>
</ul>
<p>Ora, se poi contiamo che <strong>500 milioni di utenti di Facebook</strong> hanno (in Italia avranno a breve) la possibilità di <strong>geolocalizzarsi </strong>attraverso <a href="http://www.facebook.com/places/" target="_blank">Facebook Places</a> e di costruirsi attraverso il proprio profilo un <strong>network professionale </strong>promuovendo direttamente il proprio sito aziendale, pensiamo a quanto controproducente sarebbe per un’azienda non sfruttare le potenzialità di un servizio del genere.</p>
<p><a href="http://socialmediab2b.com/2010/08/b2b-company-facebook-places/" target="_blank">Vediamo allora qui</a> 5 modi utili per le aziende di sfruttare al massimo la nuova applicazione, preparandoci a promuovere il nostro business e creare nuovi contatti virtuali anche all’ora dell’aperitivo. O all’università, come fa la <strong>Kentucky University</strong> che, proprio con <a href="http://www.allfacebook.com/kentucky-university-places-2010-09" target="_blank">una campagna di marketing ad hoc</a>, punta ad aumentare le iscrizioni degli studenti invitandoli a localizzarsi quando sono vicini o dentro il campus.</p>
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		<title>Podcast n°5 &#8211; &#8220;Tour nella fabbrica di Augsburg (Germania)&#8221;</title>
		<link>http://tech4green.it/2010/09/podcast-n%c2%b05-tour-nella-fabbrica-di-augsburg-germania/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 09:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Parravicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo podcast, la blogger Annik Rubens e Marco Rossi, c-moderator di Face2Fujitsu, ci guidano in un tour alla scoperta della fabbrica di Augsburg, vicino a Monaco di Baviera. Un&#8217;esperienza davvero interessante nel luogo in cui notebooks, PCs, Workstation e Server vengono assemblati, ingegnerizzati e testati. Per ascoltare il podcast, clicca qui]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="podcast" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/podcast.bmp" alt="" /></p>
<p>In questo podcast, la blogger Annik Rubens e Marco Rossi, c-moderator di Face2Fujitsu, ci guidano in un tour alla scoperta della fabbrica di Augsburg, vicino a Monaco di Baviera. Un&#8217;esperienza davvero interessante nel luogo in cui notebooks, PCs, Workstation e Server vengono assemblati, ingegnerizzati e testati.</p>
<p>Per ascoltare il podcast, clicca <a href="http://blog.ts.fujitsu.com/face2fujitsu/?p=2058" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;innovazione digitale in Italia&#8221;</title>
		<link>http://tech4green.it/2010/09/linnovazione-digitale-in-italia/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 07:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Bellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[osservatori politecnico]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo già parlato in questo blog di temi legati all&#8217;innovazione in ambito Pubblica Amministrazione (in particolare sulla tematica della fatturazione elettronica) e  Sanità. A questo proposito, vi segnaliamo un convegno, che si terrà lunedì 20 settembre dalle ore 14.30 presso il Politecnico di Milano (Aula Rogers &#8211; via Ampere, 2 &#8211; Milano), dedicato al tema  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.osservatori.net" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2947" title="LogoOsservatoriPolimi" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/07/LogoOsservatoriPolimi.gif" alt="" width="160" height="57" /></a>Abbiamo già parlato in questo blog di temi legati all&#8217;innovazione in ambito Pubblica Amministrazione (in particolare sulla tematica della <a href="http://tech4green.it/2010/06/sommersi-dalla-carta/" target="_blank">fatturazione elettronica</a>) e  <a href="http://tech4green.it/2010/06/crescita-di-investimenti-it-nella-sanita-in-italia/" target="_blank">Sanità</a>. A questo proposito, vi segnaliamo un convegno, che si terrà lunedì 20 settembre dalle ore 14.30 presso il Politecnico di Milano (Aula Rogers &#8211; via Ampere, 2 &#8211; Milano), dedicato al tema  &#8220;<strong>Una nuova governance per l’innovazione in Italia</strong>&#8220;, promosso dalla <a href="http://www.mip.polimi.it/ ">School of Management del Politecnico di Milano </a>e da Fujitsu.</p>
<p> L’incontro, moderato  da Umberto Bertelè, Presidente della School of Management, vuole essere  l’occasione per condividere riflessioni e spunti sul tema della governance dell’innovazione digitale in Italia, focalizzandosi sulle iniziative che puntano a semplificare i rapporti della Pubblica Amministrazione con imprese e cittadini.</p>
<p>Dopo gli interventi di <a href="http://tech4green.it/chi-siamo/fujitsu-ts-italia/pierfilippo-roggero/" target="_blank">Pierfilippo Roggero</a>, Presidente di Fujitsu, e di Alessandro Perego, Responsabile Scientifico <a href="http://www.osservatori.net/home" target="_blank">Osservatori ICT &amp; Management</a>, sui temi dell&#8217;innovazione, si terrà una tavola rotonda in cui rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle imprese  dimostreranno come la progressiva transizione al digitale della Pubblica Amministrazione (con i programmi di eGovernment e Fatturazione Elettronica) o l’utilizzo di strumenti e tecnologie ICT nella sanità possano aumentare la competitività della nostra economia, ridurre la burocrazia e rivoluzionare il rapporto tra PA e cittadini, PA e imprese, purtroppo spesso (anzi quasi sempre) difficile e complicato.</p>
<p>La partecipazione è gratuita, previa iscrizione <a href="http://212.239.22.243/mk/get?_EC=DuIQR1uoRvQHFbozIFeCmY" target="_blank"><strong>cliccando qui</strong></a>.</p>
<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/07/evento_fujitsu_-_20-9-20101.pdf">Programma completo</a></p>
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		<title>Fujitsu partecipa a &#8220;Zero Emission Rome 2010&#8243;</title>
		<link>http://tech4green.it/2010/09/fujitsu-partecipa-a-zero-emission-rome-2010-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 16:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Falcetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Green IT]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni co2]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo raccolto l&#8217;invito a partecipare alla fiera &#8220;Zero Emission Rome 2010&#8220;, l&#8217;appuntamento annuale che si terrà a Roma dal 7 al 10 settembre, dedicato al settore delle energie rinnovabili nel Mediterraneo. In particolare, il pomeriggio dell&#8217;8 settembre interverremo nella sezione &#8220;Information Technology e Protocollo di Kyoto: quando la rivoluzione &#8220;verde&#8221; apre nuovi orizzonti di business&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/09/logo_ZER_473w.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3407" title="logo" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/09/logo_ZER_473w.gif" alt="" width="190" height="125" /></a>Abbiamo raccolto l&#8217;invito a partecipare alla fiera &#8220;<a href="http://www.zeroemissionrome.eu/it_zer/index_zer.asp" target="_blank">Zero Emission Rome 2010</a>&#8220;, l&#8217;appuntamento annuale che si terrà a Roma dal 7 al 10 settembre, dedicato al settore delle energie rinnovabili nel Mediterraneo. In particolare, il pomeriggio dell&#8217;8 settembre interverremo nella sezione &#8220;Information Technology e Protocollo di Kyoto: quando la rivoluzione &#8220;verde&#8221; apre nuovi orizzonti di business&#8221;, all&#8217;interno di <a href="http://www.zeroemissionrome.eu/it_zer/index_co2.asp" target="_blank">CO2 EXPO</a>, il Salone Internazionale sui cambiamenti climatici, la riduzione della CO2 e i mercati dei crediti di carbonio. La tavola rotonda, moderata da Simone Molteni di <a href="http://www.lifegate.it/it/eco/planet/" target="_blank">Lifegate</a>, vedrà presenti i principali player del settore, che illustreranno le strategie e le soluzioni di &#8220;green IT&#8221;. Per noi sarà l&#8217;occasione per dimostrare ancora una volta quanto la nostra azienda sia attenta all&#8217;ambiente (già dai tempi in cui nessuno parlava di &#8220;Green IT&#8221;!), con una <a href="http://www.fujitsu.com/global/about/environment/" target="_blank">policy ambientale </a>davvero completa e al passo con l&#8217;evoluzione tecnologica, in grado sia di offrire al mercato prodotti eco-compatibili, efficienti dal punto di vista energetico e prodotti con materiali riciclabili, sia di implementare al proprio interno (dalla produzione alla logistica allo smaltimento dei rifiuti) processi in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 nel mondo.  &#8220;<em>We make every activity green</em>&#8220;&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Workstations CELSIUS: perfette per i professionisti della grafica</title>
		<link>http://tech4green.it/2010/09/workstations-celsius-perfette-per-i-professionisti-della-grafica/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 13:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Falcetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[Workplace Solutions]]></category>
		<category><![CDATA[ADOBE]]></category>
		<category><![CDATA[Fujitsu]]></category>
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		<description><![CDATA[Le workstations, desktop o portatili, sono gli strumenti di lavoro indispensabili per i professionisti della grafica: macchine potenti ed affidabili, in grado di supportare programmi specifici, con schede grafiche dedicate ed accessori particolari (es. tavolette grafiche). Non stiamo parlando solo di PC o notebook più performanti ma di vere workstation, con tutti i numeri per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/CelsiusR550-M460.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3390" title="CelsiusR550-M460" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/CelsiusR550-M460.jpg" alt="" width="160" height="137" /></a>Le workstations, desktop o portatili, sono gli strumenti di lavoro indispensabili per i professionisti della grafica: macchine potenti ed affidabili, in grado di supportare programmi specifici, con schede grafiche dedicate ed accessori particolari (es. tavolette grafiche).<br />
Non stiamo parlando solo di PC o notebook più performanti ma di vere workstation, con tutti i numeri per supportare appieno la creatività e le richieste più esigenti anche in termini di compatibilità e certificazioni con i principali software applicativi.<br />
Tra i software più utilizzati sicuramente bisogna considerare la suite <a href="http://www.adobe.com/it/products/creativesuite/" target="_blank">Creative Adobe</a>, giunta ormai alla 5° versione: per questo Fujitsu ha pensato di creare configurazioni specifiche per tutti i modelli dell’ampia gamma di <a href="http://it.fujitsu.com/products/deskbound/workstations/index.html" target="_blank">workstation CELSIUS</a>, pensate sia per i web designer che per i grafici che si occupano di progettazione 3D.<br />
Dati di benchmark recenti (come riportato in questo <a href="http://blog.ts.fujitsu.com/face2fujitsu/?p=1631" target="_blank">post </a> su Face2Fujitsu) confermano la potenza e l&#8217;affidabilità di queste workstation, sia utilizzando software per rendering, modeling e animazione 3D.<br />
Per individuare il modello di workstations più adatta alle vostre esigenze, potete consultare questo<a href="http://ts.fujitsu.com/rl/products/celsiuspromo/index.html" target="_blank"> sito</a>, ricco di informazioni sui prodotti della gamma CELSIUS.</p>
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		<title>Cloud Computing per i Retailer: qualcosa si muove.</title>
		<link>http://tech4green.it/2010/08/cloud-computing-per-i-retailer-qualcosa-si-muove/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 08:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Nalon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
		<category><![CDATA[Retail Application]]></category>
		<category><![CDATA[CIO]]></category>
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		<description><![CDATA[Gartner ha recentemente pubblicato un articolo rivolto ai Vendor operanti nel Retail sugli impatti del Cloud Computing sul loro business. Il termine &#8220;Cloud Computing&#8221; è stato così abusato e allo stesso tempo così poco definito che nel mercato si è creata una grande confusione circa il suo significato. Allo stesso tempo la tradizionale attenzione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/cloud-computing1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3372" title="cloud-computing1" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/cloud-computing1.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a>Gartner ha recentemente pubblicato un articolo rivolto ai Vendor operanti nel Retail sugli impatti del Cloud Computing sul loro business.<br />
Il termine &#8220;Cloud Computing&#8221; è stato così abusato e allo stesso tempo così poco definito che nel mercato si è creata una grande confusione circa il suo significato. Allo stesso tempo la tradizionale attenzione dei CIO di questo settore all&#8217;abbattimento del TCO delle tecnologie, accentuato dalla contrazione dei consumi ( e dei budget IT)  ha fatto passare in secondo piano le opportunità legate alla sua adozione.<br />
Non a caso , rispetto alla media del settore IT, il modello Cloud registra in questo settore industriale un&#8217;adozione sotto la media generale.</p>
<p>Quali sono le ragioni di questo ritardo? Un primo motivo ha radici di tipo culturale: il Retail è tradizionalmente un settore avverso al rischio e restio a cedere il controllo sugli asset IT. Un secondo ostacolo importante risiede nel credere che spostare e gestire dati nel Cloud esponga le aziende al rischio di perdita dati e a interruzioni dei servizi. Ed ancora: risulta difficile dimostrare con incrementi di funzionalità i vantaggi nell&#8217;adozione di questo modello. Infine, esistono ambiti e processi &#8220;mission critical&#8221; (come ad esempio le operazioni al PoS) per i quali difficilmente il modello può esserepreso in considerazione.</p>
<p>E&#8217; altrettanto vero che una serie di vantaggi che questo modello comporta sono stati poco considerati e valorizzati. Ad esempio, il modello permette per alcune applicazioni ( SaaS ) di abilitare nuove funzionalità in tempi rapidissimi. Questo è in linea con la velocità con la quale i CIO vengono sottoposti a richieste di nuove funzionalità e con l&#8217;accorciamento del ciclo di vita di molte applicazioni. E&#8217; altrettanto indubbio che l&#8217;adozione del modello Cloud permette di ottenere una scalabilità impensabile con un modello tradizionale, ma anche che, sotto il profilo della discrezionalità nella spesa IT fornisce maggiori libertà di scelta in quanto sposta CAPEX verso OPEX.</p>
<p>Poiché verosimilmente i budget IT in questo settore non si espanderanno, sarà necessario per questi player governare in modo diretto ( o nella modalità &#8220;private Cloud&#8221;) gli ambiti applicativi non strettamente &#8220;core&#8221;. Ad esempio infrastrutture e applicazioni per la gestione del personale, per la gestione del merchandise o per le quali la scalabilità e la flessibilità possono generare significativi impatti nella gestione e nei costi.</p>
<p>Un altro esempio degli ambiti dove è possibile considerare il modello Cloud come valido è quello della BI su operazioni e processi per i quali esistono best practice di settore ormai ben definite. <a href="http://www.fujitsu.com/it/services/retail/commercial/rba/" target="_blank">Retail Business Analytics</a>, la soluzione Fujitsu per le analisi Marketing, Vendite e Loss Prevention si presta ad essere erogata anche in questa modalità.</p>
<p>Se volete scambiare la Vostra opinione in merito, lasciate un commento  oppure contattatemi via e-mail: <a href="mailto:denis.nalon@ts.fujitsu.com%3Cmailto:denis.nalon@ts.fujitsu.com">denis.nalon@ts.fujitsu.com</a></p>
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		<title>Sostenibilità in ateneo</title>
		<link>http://tech4green.it/2010/08/sostenibilita-in-ateneo/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[atenei italiani]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso le aziende e le amministrazioni hanno a disposizione strumenti sia operativi che organizzativi per misurare e raggiungere obiettivi di sostenibilità, ma altrettanto spesso questi strumenti non sono adottati efficacemente, con la conseguenza di non poter ottenere i risultati sperati. L’Università Ca’ Foscari di Venezia invece ha le idee ben chiare sul futuro e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-3317 alignleft" title="laureagreen" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/laureagreen.jpg" alt="" width="240" height="210" /></p>
<div id="_mcePaste"><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/laureagreen.jpg"></a>Spesso le aziende e le amministrazioni hanno a disposizione strumenti sia operativi che organizzativi per misurare e raggiungere obiettivi di <strong>sostenibilità</strong>, ma altrettanto spesso questi strumenti non sono adottati efficacemente, con la conseguenza di non poter ottenere i risultati sperati.</div>
<p style="text-align: center;">
<div id="_mcePaste"><strong><a href="http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=1" target="_blank">L’Università Ca’ Foscari di Venezia</a></strong> invece ha le idee ben chiare sul futuro e si è data delle regole altrettanto precise da rispettare. Il <strong><a href="http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=78093" target="_blank">Senato dell’Università veneziana</a></strong> lo scorso 8 luglio ha infatti approvato – primo in Italia – <strong>la Carta degli impegni della sostenibilità</strong>, uno strumento in cui vengono definite tutte le operazioni da mettere in atto al fine di <strong>ridurre l’impatto ambientale</strong> dell’ateneo. Ma non solo: già l’anno prossimo l’università lagunare sarà in grado di verificare con una relazione ad hoc tutti gli obiettivi raggiunti.</div>
<div id="_mcePaste">Ma quali sono gli <strong>obiettivi </strong>dell’ateneo?</div>
<div id="_mcePaste">•	promuovere di una politica di sostenibilità a tutti i livelli</div>
<div id="_mcePaste">•	incrementare la soddisfazione degli studenti e il benessere del personale</div>
<div id="_mcePaste">•	migliorare la performance dell’efficienza energetica, la tutela dell’ambiente e del territorio</div>
<div id="_mcePaste">E in che modo verranno perseguiti questi obiettivi? In ateneo sta per essere avviata una <strong>raccolta differenziata</strong>, un progetto che prevede comportamenti ecocompatibili attraverso interventi di <strong>razionalizzazione del sistema </strong>che coinvolgerà anche gli studenti e che punterà soprattutto alla formazione di consapevolezza e di cultura sul tema.</div>
<div id="_mcePaste">Inoltre verranno sviluppate attività legate all’<strong>Energy e Mobility Management</strong> e verranno mantenute quindi alcune opportunità di <strong>telelavoro</strong>; sarà promosso il <strong>benessere</strong> dei dipendenti tramite convenzioni, convegni e corsi idonei. E infine continueranno le iniziative legate al grande tema della dematerializzazione tramite nuove procedure che comporteranno minor uso di materiali e saranno sperimentati appalti con criteri di selezione sociali e ambientali che provvederanno a dare punti a quelle aziende che adottano pratiche e usano prodotti a basso impatto ecologico.</div>
<div id="_mcePaste">Il progetto ha ottenuto interesse anche del <strong><a href="www.minambiente.it" target="_blank">Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio</a></strong> che sosterrà <strong>Carbon Program</strong>, un piano di lavoro proposto dall’Università Ca’ Foscari per studiare un <strong>prototipo per ridurre le emissioni di carbonio</strong> successivamente estendibile a tutte le università italiane. Il progetto è stato ideato con la società di ingegneria e progetti ambientali <strong><a href="http://www.thetis.it/" target="_blank">Thetis</a></strong>. Lo scopo è quello di creare linee guida di <strong>Carbon Management</strong> (cioè la gestione di progetti nell’ambito delle energie rinnovabili) per atenei e istituti di alta formazione del nostro paese, basandosi sulle best practices internazionali e su iniziative già avviate dal Ministero dell’Ambiente.</div>
<div id="_mcePaste">Progetti di questo genere sono insomma un’ottima opportunità per <strong>coinvolgere anche i dipendenti</strong> <strong>e gli studenti</strong> e per <strong>incoraggiarli </strong>affinché continuino a costruire e a condividere una <strong>coscienza</strong> relativa alla sostenibilità.</div>
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		<title>Le nuove professioni del cloud computing</title>
		<link>http://tech4green.it/2010/08/le-nuove-professioni-del-cloud-computing/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 23:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Parravicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
		<category><![CDATA[General]]></category>

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		<description><![CDATA[Come la virtualizzazione sta generando una forte richiesta di professionisti IT specializzati in ambienti virtuali, così il cloud computing creerà nuovi posti di lavoro, alcuni assolutamente originali, altri che combinano mansioni fino ad oggi sconosciute e compiti tipici dei tempi in cui si utilizzavano i sistemi mainframe. Ecco alcune nuove professioni: specialisti di transizione capaci di pianificare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/foto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3350" title="foto1" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/foto1.jpg" alt="" width="228" height="129" /></a>Come la virtualizzazione sta generando una forte richiesta di professionisti IT specializzati in ambienti virtuali, così il cloud computing creerà nuovi posti di lavoro, alcuni assolutamente originali, altri che combinano mansioni fino ad oggi sconosciute e compiti tipici dei tempi in cui si utilizzavano i sistemi mainframe.</p>
<p>Ecco alcune nuove professioni:</p>
<ol>
<li><strong>specialisti di transizione</strong> capaci di pianificare, assistere ed eseguire il trasferimento delle applicazioni esistenti sugli ambienti cloud.</li>
<li><strong>specialisti in alte prestazioni</strong>, responsabili dell’ottimizzazione dell&#8217;infrastruttura. &#8220;I data center non verranno più &#8220;riempiti&#8221; con la tecnologia &#8220;generalista&#8221; dei giorni nostri, ma diventeranno i mainframe&#8221; ha dichiarato Marc Silvester, General Director Technology Office, Fujitsu. &#8220;Emergeranno gli HPC (High Performance Computing), gli ambienti hardware specializzati e i software altamente adattabili e configurabili. Questo tipo di specializzazione sarà fondamentale&#8221;.</li>
<li><strong>specialisti dei volumi</strong>, in grado di individuare le transazioni, predisporle, ottimizzarne l&#8217;ambiente e garantirle.</li>
<li><strong>analista delle attività aziendali</strong>, incaricato della stesura dei documenti di specifica dei requisiti dei vari progetti, che sarà affiancato da un <strong>designer di infrastrutture del cloud</strong>, le cui competenze tecnologiche consentiranno di stabilire l’infrastruttura ideale per le attività di business di un cliente.</li>
<li><strong>modellatore di processi aziendali, </strong>in grado di<strong> </strong>identificare e documentare i processi aziendali</li>
</ol>
<p>Con il progredire e il propagarsi del cloud computing, le società passeranno dalle applicazioni a un modello di consumo. Avranno bisogno di persone in grado di “assemblare” i servizi  cloud esistenti per fornire la giusta infrastruttura IT, capaci di lavorare, giorno dopo giorno, nell&#8217;ambito delle attività aziendali su una base continua e dinamica, per ottimizzare le attività operative aziendali e riprodurle nel modello di consumo. Per questo motivo i manager IT con senso pratico aziendale ed esperienza avranno grande successo nell&#8217;ambiente del cloud.</p>
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		<title>LIFEBOOK on the BEACH &#8211; Evento DINELLI UFFICIO</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 12:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Parravicini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dynamic Infrastructures]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[ATP]]></category>
		<category><![CDATA[Intel]]></category>
		<category><![CDATA[LIFEBOOK;notebook]]></category>

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		<description><![CDATA[ L&#8217;evento-aperitivo organizzato presso lo storico Bagno Balena di Viareggio dal SELECT Partner di Fujitsu Dinelli Ufficio per presentare la gamma di notebook LIFEBOOK, ha suscitato grande interesse negli oltre venti utenti finali presenti. Il contesto rilassato e informale ha permesso ai clienti intervenuti di  “toccare con mano” i prodotti esposti: gli ultimi modelli della gamma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0814.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3360" title="IMG_0814" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0814.jpg" alt="" width="220" height="144" /></a>L&#8217;evento-aperitivo organizzato presso lo storico Bagno Balena di Viareggio dal SELECT Partner di Fujitsu <a href="http://www.dinelliufficio.it/" target="_blank">Dinelli Ufficio</a> per presentare la gamma di notebook LIFEBOOK, ha suscitato grande interesse negli oltre venti utenti finali presenti. Il contesto rilassato e informale ha permesso ai clienti intervenuti di  “toccare con mano” i prodotti esposti: gli ultimi modelli della gamma LIFEBOOK (NH570, S710, S760, E780), il tablet T900 e la workstation CELSIUS W380. Inoltre, è stato possibile approfondire le funzionalità dei notebook, tra cui le avanzate features di sicurezza (es. l’Advanced Theft Protection – <a href="http://it.fujitsu.com/rl/security/Anti_Theft_Protection_how_ATP_works.html" target="_blank">ATP</a>), e dei processori <a href="http://www.intel.com/cd/products/services/emea/ita/processors/corei5/overview/428362.htm" target="_blank">Intel Core i5</a> di ultima generazione insieme al PM client di Fujitsu Fabrizio Falcetti e allo specialista di Intel, a disposizione dei presenti per chiarimenti e approfondimenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Creatività e Google AdWords: il messaggio pubblicitario</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 07:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web Tools]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle scorse puntate (qui trovate tutti i post della serie) abbiamo pensato al dove pubblicare gli annunci, alle parole chiavi più efficaci per la nostra campagna; ora ci occupiamo del testo del messaggio. Il contenuto del messaggio è determinante. E’ il terzo filtro attraverso cui il flusso dei potenziali utenti deve passare, in modo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/pubblicita_mirata.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3338" title="pubblicita_mirata" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2010/08/pubblicita_mirata.jpg" alt="" width="288" height="288" /></a>Nelle scorse puntate (<strong><a href="http://tech4green.it/category/web-tools/" target="_self">qui</a></strong> trovate tutti i post della serie) abbiamo pensato al dove pubblicare gli annunci, alle parole chiavi più efficaci per la nostra campagna; ora ci occupiamo del testo del messaggio.</div>
<div></div>
<div id="_mcePaste">Il contenuto del messaggio è determinante. E’ il <em>terzo filtro</em> attraverso cui il flusso dei potenziali utenti deve passare, in modo che accedano all’annuncio solo i <strong>veri interessati</strong>. Il <em>primo filtro</em>, lo abbiamo visto, corrisponde al <em>luogo (virtuale)</em> in cui gli annunci sono pubblicati (le pagine del motore Google, nel nostro caso; ma vedremo casi in cui saranno inclusi siti pertinenti o trasversali). Il <em>secondo filtro</em> sono le parole chiave, che abbiamo scelto nella puntata precedente. Ce ne sono ovviamente altri (geografico, socio demografico, orario…) che ora però non ci interessano. Ad ogni modo il <strong>contenuto del messaggio </strong>è sempre il più importante.</div>
<div></div>
<div>Con le nostre parole dobbiamo:</div>
<div id="_mcePaste">1)	Respingere gli utenti <strong>non interessati</strong>, che possono essere arrivati <strong>comunque</strong> a visualizzare l’annuncio.</div>
<div id="_mcePaste">2)	<strong>Convincere </strong>invece i potenziali interessati a <strong>far clic</strong> (anche questo non è facile).</div>
<div id="_mcePaste">Cominciamo con il primo punto. L ripeto a oltranza, con questo annuncio vogliamo attirare <strong>solo</strong> chi è veramente interessato ai nostri servizi. Abbiamo già detto che:</div>
<div id="_mcePaste">a)	Si tratta di un servizio per il <strong>monitoraggio della reputazione online</strong>.</div>
<div id="_mcePaste">b)	E’ un servizio rivolto soprattutto alle <strong>aziende</strong>.</div>
<div id="_mcePaste">c)	E’ un servizio che ha un <strong>costo</strong> (non offriamo pertanto ai semplici visitatori del nostro sito una versione gratuita, o trial).</div>
<div id="_mcePaste">Per respingere i non interessati, dobbiamo far sì che<strong> tutti</strong> quelli che lo visualizzano capiscano che l’annuncio parla di un servizio che <strong>a)</strong>, ed è <strong>b)</strong>, ed è<strong> c)</strong>.</div>
<div id="_mcePaste">Per intenderci meglio, riporto quelle che sono state le mie riflessioni, mentre scrivevo gli annunci. Scrivo qui anche le versioni <strong>errate</strong><em> dell’annuncio, che ho poi <strong>corretto</strong> riflettendoci su.</em></div>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<div id="_mcePaste"><span style="font-style: normal;">Il </span><strong><span style="font-style: normal;">primo</span></strong><span style="font-style: normal;"> impulso è stato di scrivere:</span></div>
<div id="_mcePaste"><em>“Cosa dicono di te in rete? Controlla subito la tua reputazione online. Fai clic”</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-style: normal;">Poi mi sono chiesto: questo annuncio </span><strong><span style="font-style: normal;">comunica a), b), e c)</span></strong><span style="font-style: normal;">? Risposta: trasmette senz’altro </span><strong><span style="font-style: normal;">a)</span></strong><span style="font-style: normal;">, perché dice che si tratta di un servizio per il monitoraggio della reputazione. Ma si capisce</span><strong><span style="font-style: normal;"> b) </span></strong><span style="font-style: normal;"> &#8211; ovvero ch’è un servizio rivolto alle</span><strong><span style="font-style: normal;"> aziende</span></strong><span style="font-style: normal;">? Non credo; potrebbero dunque fare clic dei privati, che non avrebbero la disponibilità di spesa di un’azienda, e non sarebbero interessati al servizio. Allora lo riscrivo:</span></div>
<div><span style="font-style: normal;"><br />
</span></div>
<div id="_mcePaste"><strong><span style="font-style: normal;">Seconda versione:</span></strong></div>
<div id="_mcePaste">“Controlla la Reputazione della tua Azienda. Scopri come ne parlano in rete. Fai clic”</div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-style: normal;">Domanda: Questo annuncio, ok, comunica </span><strong><span style="font-style: normal;">a)</span></strong><span style="font-style: normal;">, comunica anche </span><strong><span style="font-style: normal;">b)</span></strong><span style="font-style: normal;"> ora che lo abbiamo corretto, ma comunica </span><strong><span style="font-style: normal;">c)?</span></strong><span style="font-style: normal;"> Cioè l’utente della rete capisce che questo servizio ha un </span><strong><span style="font-style: normal;">costo</span></strong><span style="font-style: normal;">? A questo mondo è </span><strong><span style="font-style: normal;">ovvio</span></strong><span style="font-style: normal;"> che difficilmente qualcuno (come noi) spenda dei soldi per un annuncio, se non vuol vendere poi un servizio o un prodotto. Questo però è ovvio</span><strong><span style="font-style: normal;"> per noi</span></strong><span style="font-style: normal;">, che conosciamo le logiche della rete, il funzionamento di AdWords, etc. Invece, un altro utente internet potrebbe pensare: ecco un servizio </span><strong><span style="font-style: normal;">gratuito</span></strong><span style="font-style: normal;">, come tanti altri in rete (a partire da Google, ad arrivare a molti tool web based, free software, etc). Oppure potrebbe pensare di usufruire comunque di questo servizio, magari in maniera limitata, sul nostro sito. Potrebbe pensare che offriamo un tool web based, dimostrativo, con cui fare delle ricerche e avere comunque dei risultati; senza acquistare il servizio – come accade per molti prodotti reperibili su internet, a partire dagli antivirus, dai software di videoscrittura, e così via. Potrebbe far clic sull’annuncio per verificare se è davvero così. E noi sprecheremmo del denaro. Provo quindi a riscrivere l’annuncio.</span></div>
<div><span style="font-style: normal;"><br />
</span></div>
<div id="_mcePaste"><strong><span style="font-style: normal;">Terza versione</span></strong><span style="font-style: normal;">:</span></div>
<div id="_mcePaste">“Controlla la Reputazione della tua Azienda. Fai clic, richiedi una consulenza.”</div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-style: normal;">Bisogna esercitare la capacità di sintesi, poiché abbiamo pochi caratteri per esprimerci (come nel caso degli status Facebook, dei post twitter, degli SMS etc). In questo caso le parole “</span><strong><span style="font-style: normal;">richiedi una consulenza</span></strong><span style="font-style: normal;">” dicono che: a) non c’è alcun servizio web-based gratuito, sul nostro sito; infatti il verbo </span><strong><span style="font-style: normal;">richiedere </span></strong><span style="font-style: normal;">implica che passi del tempo, dal momento in cui richiedo una cosa, al momento in cui la ottengo. Nessuna immediatezza quindi, non siamo Google. b) Il servizio ha un costo, come di solito le “consulenze”: nel linguaggio pubblicitario, infatti, se una consulenza è gratuita lo si esplicita sempre: del tipo contatta gratuitamente un nostro consulente, richiedi una consulenza gratuita, etc.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-style: normal;">Siamo arrivati quindi a scrivere un annuncio che comunica a), b), c)</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-style: normal;">Ovviamente, mantenendo ferme le coordinate a), b), c), possiamo trovare delle</span><strong><span style="font-style: normal;"> varia</span></strong><strong><span style="font-style: normal;">nti</span></strong><span style="font-style: normal;"> dell’annuncio. Ecco alcuni esempi:</span></div>
<div><span style="font-style: normal;"><br />
</span></div>
<div id="_mcePaste">“Cosa dicono del tuo Marchio in rete? Richiedi una consulenza”</div>
<div id="_mcePaste">“Monitora il tuo Brand, ascolta la rete. Richiedi un intervento”</div>
<div id="_mcePaste">“Parlano del tuo Brand nei blog, nei social, nei forum? Scoprilo! Richiedi una consulenza”</div>
<div id="_mcePaste">“Sei un&#8217;Azienda? monitora la tua reputazione: cosa in rete dicono di te. Richiedi il nostro servizio.”</div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-style: normal;">Verificate pure che tutte queste varianti dicano, in modi diversi, a), b) e c).</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-style: normal;">Abbiamo discusso di come “Respingere gli utenti non interessati, che possono essere arrivati comunque a visualizzare l’annuncio”; che era il </span><strong><span style="font-style: normal;">punto uno</span></strong><span style="font-style: normal;"> del nostro elenco, a metà di questo post. In realtà, gli argomenti finora esposti soddisfano anche il punto due: “Convincere i potenziali interessati a far clic”, dato che esprimere in chiara sintesi chi siamo e cosa facciamo serve ad </span><strong><span style="font-style: normal;">attirare</span></strong><span style="font-style: normal;"> gli interessati e a </span><strong><span style="font-style: normal;">respingere</span></strong><span style="font-style: normal;"> tutti gli altri. Ci sono comunque altri accorgimenti e strategie per <em>attirare i clic</em>. Ne parleremo la prossima volta.</span></div>
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