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	<title>Tech4Green &#187; Ottimizzazione</title>
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	<description>Tech4Green è l&#039;e-magazine su vari temi di attualità nel mondo IT: Green IT, efficienza e ottimizzazione energetica, infrastrutture IT, cloud computing e virtualizzazione...e molto altro!</description>
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		<title>I test sull&#8217;interoperabilità multi-vendor</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 06:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 13 dicembre scorso Fujitsu, Nec e Anritsu hanno reso noti i risultati dei test riguardanti l&#8217;interoperabilità multi-vendor fra interfacce di rete ottica. Sono risultati per ora unici e rappresentano un primato importante. E&#8217; la prima volta cioè che viene dimostrata la possibilità di una trasmissione classe di velocità 100 gigabit su più reti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/01/fibra_ottica_rete.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7328" title="fibra_ottica_rete" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2012/01/fibra_ottica_rete-300x246.jpg" alt="fibra ottica rete 300x246 I test sullinteroperabilità multi vendor" width="300" height="246" /></a>Il 13 dicembre scorso <strong>Fujitsu, Nec e Anritsu</strong> <a href="http://www.fujitsu.com/global/news/pr/archives/month/2011/20111213-01.html#footnote3" target="_blank">hanno reso noti i risultati dei test</a> riguardanti <strong>l&#8217;interoperabilità multi-vendor fra interfacce di rete ottica</strong>. Sono risultati per ora unici e rappresentano un primato importante. E&#8217; la prima volta cioè che <strong>viene dimostrata la possibilità di una trasmissione classe di velocità 100 gigabit su più reti in fibra ottica</strong>, basata su apparecchi di produttori diversi.</p>
<p>Questa notizia è tanto più rilevante quanto più la <strong>proliferazione di linee a banda larga e smartphone sta costringendo i carrier ad aumentare la capacità delle loro reti</strong>. E difatti nel 2010 più organismi internazionali hanno promulgato <strong>nuovi standard</strong> per quanto riguarda la trasmissione via ethernet e reti ottiche che, quanto a velocità, risultano <strong>da 2,5 a 10 volte superiori ai precedenti</strong>. I test effettuati, oltre a dimostrare l&#8217;interoperabilità di cui sopra, dimostrano anche la fattibilità dei nuovi standard, che sono stati raggiunti.</p>
<p>Queste prove sono state eseguite come parte di “<strong>Ethernet over OTN Technology R&amp;D Project</strong>”, un progetto di ricerca che vede partecipi l&#8217;industria, il mondo accademico e il governo. I test sono stati presentati nel dettaglio nell&#8217;ambito del 25° <a href="http://www.ieice.org/cs/ocs/jpn/index.php?EN/TopPage" target="_blank">Symposium on Optical Communication Systems</a>, a Mishima in Giappone.</p>
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		<title>Near Field Communications: oltre i pagamenti mobili</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Sacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fujitsu Solutions]]></category>
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		<description><![CDATA[Near Field Communications come tecnologia che consente i pagamenti mobili non ha ancora raggiunto un’ampia diffuisione commerciale. Quali altre applicazioni potrebbero favorirne l&#8217;adozione? Per svariate ragioni, l&#8217;idea che NFC trasformerà il cellulare in un sostituto del portafoglio tradizionale deve ancora diventare una realtà commerciale del mercato di massa. Le sfide da affrontare per questo mercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Near_Field_Communication" target="_blank"><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/12/nfc-logo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7149" title="nfc-logo" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/12/nfc-logo.gif" alt="nfc logo Near Field Communications: oltre i pagamenti mobili" width="262" height="237" /></a>Near Field Communications</a> come tecnologia che consente i pagamenti mobili non ha ancora raggiunto un’ampia diffuisione commerciale. Quali altre applicazioni potrebbero favorirne l&#8217;adozione?</p>
<p>Per svariate ragioni, l&#8217;idea che NFC trasformerà il cellulare in un sostituto del portafoglio tradizionale deve ancora diventare una realtà commerciale del mercato di massa. Le sfide da affrontare per questo mercato nascente includono la <strong>mancanza</strong> di modelli commerciali sostenibili, la <strong>riluttanza</strong> dei rivenditori a investire in una tecnologia di lettura dei segnali costosa e la <strong>difficile accettazione</strong> del concept da parte dei clienti. Ciononostante c&#8217;è ancora una diffusa idea condivisa che NFC abbia un grande potenziale commerciale e funzionale. Di seguito sono descritte quattro applicazioni alternative grazie alle quali NFC potrebbe diventare utilizzato e apprezzato quanto gli SMS.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>1. Il coinvolgimento di Fujitsu</strong> nella tecnologia NFC è focalizzato su consentire agli utenti di PC, smartphone e tablet di <strong>scaricare, eseguire e cancellare automaticamente applicazioni e dati, in sequenza, nel contesto di un momento e un luogo particolari</strong>. Quindi, ad esempio, non appena i partecipanti a una riunione entrano nella sala conferenze, la presentazione pertinente, la lista dei partecipanti e altre informazioni saranno caricate automaticamente sull&#8217;apposito dispositivo, senza che l&#8217;utente debba compiere alcuna operazione.<br />
In questo modo i partecipanti alla riunione risparmiano una notevole quantità di tempo, eliminando la necessità di individuare, salvare, accedere e stampare anticipatamente le informazioni. La cancellazione automatica dei materiali non appena il dispositivo esce dalla sala può anche favorire la protezione dei dati e semplificare il rispetto della conformità.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>2. Milioni di viaggiatori utilizzando già carte d&#8217;imbarco digitali con codici <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/QR_Code" target="_blank">Quick Response</a> (QR) negli aeroporti</strong>. Queste carte sono piuttosto semplici da utilizzare, ma NFC promette di rendere tutto il processo ancora più facile: è infatti sufficiente tenere il telefono in prossimità del lettore, invece di allinearlo con il codice sullo schermo.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>3. I telefoni abilitati NFC possono essere utilizzati per tracciare le scorte in tutti i tipi di situazioni incorporando i tag NFC</strong>, ad esempio, nei singoli prodotti in un magazzino, nelle ricette mediche in una farmacia o nelle risorse aziendali mobili, quali laptop o proiettori di una grande società. In alternativa, incorporando un tag nell&#8217;orecchio di un animale domestico o nei vestiti di un bambino si può agevolare la conferma dell&#8217;identità di un cane smarrito o di un bimbo di tre anni che ha perso la mamma in un supermercato.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>4. I tag NFC possono essere utilizzati anche per incorporare voucher in cartelloni nei punti vendita</strong>. I consumatori dovrebbero semplicemente scaricare il voucher tenendo brevemente il telefono vicino al cartellone e al termine della promozione, è possibile aggiornare il tag o personalizzarlo per la vendita successiva. Gli utenti possono anche utilizzare NFC per caricare i propri dati su un tag nel punto vendita al fine di, ad esempio, iscriversi a un programma di fedeltà clienti e aggiungere automaticamente i punti ai propri account semplicemente muovendo il telefono, annullando i tempi di elaborazione manuale.</p>
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		<title>Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (5)</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 06:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Nalon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo articolo è apparso nella e-zine Techworld. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Questa è la quinta, ecco la prima, la seconda, la terza e la quarta. Furbo come una volpe, o soltanto pazzo? Fino a qui, tutto quello che hai letto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/aereo-gen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7041" title="aereo-gen" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/aereo-gen-300x200.jpg" alt="aereo gen 300x200 Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (5)" width="300" height="200" /></a>Questo articolo è apparso nella e-zine <a href="http://features.techworld.com/green-it/3301323/six-ways-to-cool-your-data-centre-efficiently-and-cheaply/" target="_blank">Techworld</a>. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Questa è la quinta, <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">ecco la prima</a>, <a href="http://tech4green.it/?p=6946" target="_self">la seconda</a>, la <a href="http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-3/" target="_self">terza</a> e la <a href="http://tech4green.it/?p=6997" target="_blank">quarta</a>.</em></p>
<p><strong>Furbo come una volpe, o soltanto pazzo? </strong></p>
<p>Fino a qui, tutto quello che hai letto è stato fatto e si sta facendo, o si sta esplorando in fase di test. Ma perché fermarsi se c&#8217;è margine per ulteriori miglioramenti? Ecco alcune idee brillanti.</p>
<p>Mi prendo il merito e/o la colpa per questa idea. <strong>Perché non mettere i server dentro i vani delle turbine, e immergerli in acqua legati a cavi coassiali in fibra</strong>? Il moto dell&#8217;acqua sulla turbina produce energia, il movimento dell&#8217;acqua mantiene freddo il server. Per il massimo scambio di calore (e per evitare problemi di galleggiamento) utilizzare il raffreddamento a immersione nei liquidi per i server, vedi per esempio <a href="http://www.hardcorecomputer.com/index.html" target="_blank">Computer Hardcore</a>.</p>
<p>Quanto alla <strong>location</strong>, con<a href="http://www.makanipower.com/company/gallery/" target="_blank"> i sistemi di produzione dell&#8217;elettricità basati sull&#8217;aria che si stanno sviluppando</a> [cioè velivoli che generano elettricità in aria], che dire di <strong>moduli di data center volanti, che generano elettricità e sono raffreddati ad aria</strong> senza ingombrare spazio a terra? Certo, un facile bersaglio di pirati dell&#8217;aria armati di cesoie taglia-fili lunghe un metro. O anche più grandi stivate in dirigili più leggeri dell&#8217;aria?</p>
<p>La mia proposta preferita proviene da Perry Szarka, consulente per <a href="http://www.mcpc.com/" target="_blank">le soluzioni ai sistemi integrati Mcpc</a>: “<em>Che ne dici di una <strong>combinazione micro-birrificio e data center</strong>? L&#8217;idea sarebbe quella di far partecipare la birra al processo di raffreddamento in qualche modo visto che passa attraverso un processo di distillazione/fermentazione</em>”.</p>
<p>“<em>Il lato micro-birrificio prevederebbe <strong>un bar dove i clienti potrebbero vedere la birra scorrere nel sistema attraverso ampie vetrate e tubi trasparenti</strong>. Credo che questa sia l&#8217;ultima concezione di data center a raffreddamento liquido, almeno per gli amministratori che ho incontrato!</em>”</p>
<p>Quali pratiche innovative stai vedendo in giro? O hai  qualche idea in questo senso?</p>
<p>Articoli precedenti: <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">1</a> - <a href="http://tech4green.it/?p=6946" target="_self">2</a> - <a href="http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-3/" target="_self">3</a> &#8211; <a href="http://tech4green.it/?p=6997" target="_self">4</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: left; margin-right: 10px;"><g:plusone size="medium" count="" href="http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-5/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sei modi per raffreddare il data center in modo efficiente ed economico (4)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 05:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Nalon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo articolo è apparso nella e-zine Techworld. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Questa è la quarta, ecco la prima, la seconda e la terza. Adottare componenti a risparmio energetico Ci sono molti modi per ridurre il consumo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/datacenter_green.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6999" title="datacenter_green" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/datacenter_green.jpg" alt="datacenter green Sei modi per raffreddare il data center in modo efficiente ed economico (4)" width="290" height="272" /></a>Questo articolo è apparso nella e-zine <a href="http://features.techworld.com/green-it/3301323/six-ways-to-cool-your-data-centre-efficiently-and-cheaply/" target="_blank">Techworld</a>.    Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi    legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra    traduzione, in cinque parti. Questa è la quarta, <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">ecco la prima</a>, <a href="http://tech4green.it/?p=6946" target="_self">la seconda</a> e la <a href="http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-3/" target="_self">terza</a>.</em></p>
<p><strong>Adottare componenti a risparmio energetico</strong></p>
<p>Ci sono molti modi per ridurre il consumo energetico solamente <strong>sostituendo alcune componenti</strong> negli alimentatori e nei sistemi di raffreddamento.</p>
<p><a href="http://www.iodatacenters.com/" target="_blank">I/O Data Center</a>, ad esempio, “<em>usa dei chiller a intensità variabile, torri refrigeranti e unità di trattamento dell&#8217;aria per ridurre il consumo energetico. Impiegando non più dell&#8217;energia necessaria per tenere in funzione le apparecchiature a livelli ottimali, I/O riesce ad avere data center efficienti</em>”.</p>
<p>“<em>Non devi cambiare la ventola o il motore, ma mettere un VSD (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Adjustable-speed_drive" target="_blank">Variable Speed Drive</a>) sul motore. Così quella che era una ventola ad una sola velocità, potrà rallentare</em>”, spiega Dennis Symanski di EPRI. “<em>E, riducendo del 50% la velocità di una ventola con un VSD, l&#8217;energia utilizzata si riduce a un ottavo&#8221;</em>, avverte Symanski, “<em>Ma </em><em>bisogna fare attenzione che non si formi della condensa e che il refrigerante non si congeli per aver rallentato troppo</em>”.</p>
<p>C&#8217;è poi anche un modo per aggiornare facilmente le componenti in certe infrastrutture esistenti, spiega Symanski: sostituendo gli alimentatori meno recenti con quelli di tipo nuovo, energeticamente efficienti e con certificazioni come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/80_PLUS" target="_blank">80PLUS</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energy_Star" target="_blank">Energy Star</a>. <a href="http://www.hwsilenzioso.it/news/18-news-alimentatori/251-psu-80-platinum-quanto-si-risparmia" target="_blank">Qui una tabella</a> che mostra il diverso risparmio energetico delle varie unità di alimentazione certificate 80PLUS.</p>
<p>&#8220;<em>I nuovi alimentatori possono essere di diverso tipo, Bronzo, Argento, Oro e Platino, a cui corrispondono efficienze sempre maggiori</em>”, spiega Symanski. “<em>Sostituendo un vecchio alimentatore con uno di livello Platino <strong>si può risparmiare dal 10 al 15 per cento dell&#8217;energia</strong>. Oltretutto i costi per la parte dell&#8217;alimentazione sono ridotti</em>”.</p>
<p>Articoli precedenti: <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">1</a> &#8211; <a href="http://tech4green.it/?p=6946" target="_self">2</a> &#8211; <a href="http://tech4green.it/2011/11/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-3/" target="_self">3</a></p>
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		<title>Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (3)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 06:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Nalon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo articolo è apparso nella e-zine Techworld. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Questa è la terza, ecco la prima e la seconda. Il mod pod Da alcuni anni, un numero crescente di case produttrici offrono moduli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/trifase_presa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6954" title="trifase_presa" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/trifase_presa-300x225.jpg" alt="trifase presa 300x225 Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (3)" width="300" height="225" /></a>Questo articolo è apparso nella e-zine <a href="http://features.techworld.com/green-it/3301323/six-ways-to-cool-your-data-centre-efficiently-and-cheaply/" target="_blank">Techworld</a>.   Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi   legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra   traduzione, in cinque parti. Questa è la terza, <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">ecco la prima</a> e <a href="http://tech4green.it/?p=6946" target="_self">la seconda</a>.</em></p>
<p><strong>Il mod pod</strong></p>
<p>Da alcuni anni, un numero crescente di case produttrici offrono <strong>moduli pronti per essere installati</strong> che comprendono, oltre al processore e alle unità di storage, anche un sistema di raffreddamento integrato. Alcuni non hanno nemmeno bisogno di un proprio data center.</p>
<p>E non solo le case produttrici. Provider di hosting come <a href="http://www.iodatacenters.com/" target="_blank">I/O Data Center</a> oltre a utilizzare moduli propri, li offrono direttamente ai loro clienti che potrebbero anche non avvalersi del data center I/O.</p>
<p><strong>Switchare da AC a DC</strong></p>
<p>L&#8217;infrastruttura IT è alimentata da <strong>corrente continua</strong> (DC), ma le utility forniscono elettricità <strong>a corrente alternata</strong> (AC).</p>
<p>Normalmente, “Un <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/itechstudio/articoli/0,1254,4s5009_ART_65526,00.html" target="_blank">UPS</a> converte la corrente alternata a 480 volt proveniente dall&#8217;utility in corrente continua, per caricare le proprie batterie, e la riconverte poi in trifase 480vAC per trasmetterla direttamente al data center. La <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Power_distribution_unit" target="_blank">PDU</a> (Power Distribution Unit) per ogni rack o fila di rack, converte la corrente da 480vAC a 208vAC, questo accade normalmente nelle componenti IT quali server e unità di storage in serie. E gli alimentatori di elettricità all&#8217;interno della struttura IT convertono la corrente da 208vAC a 380vDC”, spiega Dennis Symanski, Senior Project Manager in <a href="http://my.epri.com/portal/server.pt?" target="_blank">Electric Power Research Institute</a>, e presidente del comitato <a href="http://www.emergealliance.org/" target="_blank">EMerge Alliance</a> per lo standard 380vDC.</p>
<p>“<em>Abbiamo mostrato demo in tutto il mondo dell&#8217;<strong>esecuzione di data center a 380 volt di corrente continua</strong> invece che 208 volt AC</em>”, racconta Symanski.</p>
<p><strong>Trasferirci in una infrastruttura a corrente continua</strong>, spiega Symanski, “<em>ci libera di tre passaggi di conversione nel sistema elettrico, e riduce anche il carico del sistema di raffreddamento visto che viene generato meno calore</em>”.</p>
<p>Calcolatrice alla mano, quant&#8217;è il risparmio? “<em>Con la maggior parte delle nostre demo abbiamo verificato che <strong>si ottiene una riduzione del 15% dell&#8217;elettricità</strong> utilizzata per alimentare le infrastrutture IT. A questo bisogna aggiungere i risparmi dovuti a un minor uso del sistema di raffreddamento, di analoga entità probabilmente, anche se di difficile misurazione</em>”.</p>
<p>Dal momento che una infrastruttura DC vuol dire: UPS DC, interruttori di circuito a DC, cavi di interconnessione a DC, etc etc, <strong>i data center hanno scarse possibilità di convertire la loro attuale configurazione AC</strong>, se non per scopo di test, dice Symanski. “<em>Questo varrà per quando un data center sarò ampliato, aggiungendo nuove file di rack, oppure per i nuovi data center</em>”.</p>
<p>Articoli precedenti: <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">1</a> &#8211; <a href="http://tech4green.it/?p=6946" target="_self">2</a></p>
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		<title>Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (2)</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 06:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Nalon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo articolo è apparso nella e-zine Techworld. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Questa è la seconda, ecco la prima. Non è solo il caldo, è l&#8217;umidità Il clima secco non si trova per forza in luoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/condensazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6947" title="condensazione" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/condensazione-300x195.jpg" alt="condensazione 300x195 Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (2)" width="300" height="195" /></a><em>Questo articolo è apparso nella e-zine <a href="http://features.techworld.com/green-it/3301323/six-ways-to-cool-your-data-centre-efficiently-and-cheaply/" target="_blank">Techworld</a>.  Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi  legati all’efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra  traduzione, in cinque parti. Questa è la seconda, <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">ecco la prima</a>.</em></p>
<p><strong>Non è solo il caldo, è l&#8217;umidità</strong><br />
Il clima secco non si trova per forza in luoghi freschi. Il data center di <a href="http://www.iodatacenters.com/data-centers/io-phoenix-data-center" target="_blank">I/O Phoenix</a> – che secondo l&#8217;azienda è uno dei più grandi al mondo – si trova in Arizona.</p>
<p>&#8220;<em>Uno dei vantaggi del deserto è che è molto secco</em>&#8220;, spiega Anthony Wanger, Presidente di I/O. &#8220;È<em> più facile eliminare il calore in un ambiente secco, il che <strong>rende l&#8217;Arizona un luogo ideale</strong></em>&#8220;.</p>
<p>La società usa un buon numero di tecniche e tecnologie per ridurre i consumi e migliorare l&#8217;efficienza. “<em>Stiamo facendo tutto il possibile per l&#8217;efficienza dei nostri data center</em>”, spiega Wanger. “<em>Separiamo l&#8217;aria fredda in entrata da quella calda in uscita. Dobbiamo tenere lontano il calore</em>”. Al momento, <strong>non c&#8217;è modo migliore per assorbirlo che attraverso l&#8217;acqua</strong>. L&#8217;aria come liquido è meno denso e meno efficiente. Una volta scaldata, la immettiamo in un ricircolo continuo al chiuso e poi all&#8217;aperto, dove viene raffreddata. Fra l&#8217;altro <strong>accumuliamo l&#8217;energia termica</strong>. E siamo in grado di riutilizzarla di notte.</p>
<p>Poi, continua Wanger, “<em>dobbiamo <strong>immettere umidità nell&#8217;aria</strong>. Il vecchio metodo comprendeva l&#8217;uso di una grossa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lampada_a_scarica" target="_blank">lampada ad alogenuro metallico</a> per far bollire l&#8217;acqua. Insomma, per umidificare, bisognava accendere una lampada a calore e trasformare l&#8217;acqua in vapore. Adesso usiamo un sistema chiamato “umidificazione a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ultrasuoni#Generazione_degli_ultrasuoni" target="_blank">ultrasuoni</a>”, che sfrutta un&#8217;alta frequenza prodotta elettronicamente per rompere la tensione superficiale dell&#8217;acqua, dissipando il vapore freddo nell&#8217;aria&#8221;</em>. Questo processo si prende un cinquantesimo circa dell&#8217;energia consumata dal data center.</p>
<p>Articoli precedenti: <a href="http://tech4green.it/?p=6862" target="_self">1</a></p>
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		<title>Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (1)</title>
		<link>http://tech4green.it/2011/10/sei-modi-per-raffreddare-un-data-center-in-modo-efficiente-ed-economico-1/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 06:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Nalon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo articolo è apparso nella e-zine Techworld. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all&#8217;efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Ecco la prima, in cui si tratta della location. Molti data center usano la potenza massima messa loro a disposizione dalla rete elettrica. Altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/09/raffreddamento-dc.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6863" title="raffreddamento data center" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/09/raffreddamento-dc-300x166.png" alt="raffreddamento dc 300x166 Sei modi per raffreddare un data center in modo efficiente ed economico (1)" width="300" height="166" /></a>Questo articolo è apparso nella e-zine <a href="http://features.techworld.com/green-it/3301323/six-ways-to-cool-your-data-centre-efficiently-and-cheaply/" target="_blank">Techworld</a>. Riassume in modo chiaro ed esemplificativo le soluzioni a problemi legati all&#8217;efficienza e ai costi. Pubblichiamo nel blog una nostra traduzione, in cinque parti. Ecco la prima, in cui si tratta della location.</em></p>
<p>Molti data center usano la <strong>potenza massima</strong> messa loro a disposizione dalla rete elettrica. Altri invece devono affrontare <strong>problemi di gestione</strong>, legati al tempo occorrente per implementare nuove funzionalità o per gestire quelle esistenti. E i <strong>guadagni ottenuti tramite la virtualizzazione e il consolidamento dei server vengono spesso ridimensionati</strong> quanto più nuove fonti elettriche vengono aggiunte.</p>
<p>La domanda di <strong>CPU più potenti e unità di storage più capienti </strong>certo non diminuirà. Né i <strong>problemi di budget</strong>, o i costi dell&#8217;elettricità, del raffreddamento e dello spazio fisico.</p>
<p>Ecco uno sguardo su come fornitori, gruppi industriali ed esperti di IT e progettisti di impianti stanno affrontando queste sfide, oltre ad alcune idee secondo cui ci potrà ancora essere un po&#8217; di azzurro nel cielo.</p>
<p>I data center hanno bisogno di elettricità. E di solito, a basso costo. Le infrastrutture hanno bisogno poi di essere raffreddate, poiché <strong>tutta l&#8217;energia che circola all&#8217;interno alla fine si trasforma in calore</strong>. Questo di solito richiede molta energia. Un&#8217;unità di misura per l&#8217;efficienza energetica di un data center è il <strong>PUE</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Power_usage_effectiveness" target="_blank">Power Usage Effectiveness</a>) che è il rapporto tra l&#8217;energia consumata in totale tra l&#8217;alimentazione della struttura, il raffreddamento, l&#8217;illuminazione, etc – e l&#8217;energia assorbita dalla struttura (vedi <a href="http://tech4green.it/tag/pue/" target="_blank">articoli correlati</a>). I risultati migliori sono quelli più vicini al valore di PUE 1.0, anche se <strong>purtroppo i PUE 2.0 sono fin troppo diffusi</strong>.</p>
<p>“<em>Di solito si preferisce stare in un luogo geografico fresco e secco dove l&#8217;energia costa poco, come le zone nord-occidentali del Pacifico, dei data center di Facebook in Oregon. O in luogo dal clima molto secco, dove il <a href="http://www.nextville.it/index/1087" target="_blank">raffreddamento evaporativo</a> può essere molto efficiente</em>”, spiega Rich Fichera vice presidente e capo analista di Forrester Research.</p>
<p>Alcuni grandi player, ma anche le società di hosting, hanno scelto <strong>siti in cui l&#8217;energia ha un costo vantaggioso e che rispettano i criteri di raffreddamento</strong> (oltre a non essere soggette a terremoti, ad eventi naturali pericolosi, e con un costo degli immobili non eccessivo, con buona connettività di rete, e dove ci siano anche dei buoni ristoranti.)</p>
<p>Altri player con un elevatissimo numero di Server, dedicano  notevole attenzione all&#8217;efficienza dei data center e ad altre best practice, come appunto – dove e quando è possibile – l&#8217;uso del raffreddamento evaporativo per <strong>ridurre al minimo</strong> l&#8217;apporto dei “<a href="http://searchdatacenter.techtarget.com/definition/data-center-chiller" target="_blank">chiller</a>”. Quando attivi, i chiller “<em>possono consumare molto più di tutto l&#8217;insieme del sistema di raffreddamento</em>”.</p>
<p>Il raffreddamento evaporativo certo richiede energia elettrica, ma molta meno. Una infrastruttura finlandese di Google (<a href="http://www.greenbiz.com/news/2011/05/31/google-uses-sea-water-cool-finland-data-center" target="_blank">per saperne di più</a>) “<em>sfrutta l&#8217;acqua del mare per favorire un raffreddamento più economico</em>”. Secondo l&#8217;azienda, “<em>il data center costruito da Google usa circa la metà dell&#8217;energia di un data center comune</em>”.</p>
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		<title>Fujitsu Nuovi Cluster HPC</title>
		<link>http://tech4green.it/2011/10/fujitsu-nuovi-cluster-hpc/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 07:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gentile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fujitsu, introducendo la possibilità di utilizzare cluster di server PRIMERGY x86 per applicazioni SMP (Symmetric Processing) high-end all&#8217;interno di ambienti HPC (High-Performance Computing), ha rivoluzionato il rapporto costo/prestazioni del calcolo ad alte prestazioni. Grazie alla certificazione ufficiale vSMP Foundation Hardware rilasciata dalla società statunitense ScaleMP, leader nella virtualizzazione per l&#8217;informatica high-end, i clienti Fujitsu possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Fujitsu, introducendo la possibilità di utilizzare cluster di server PRIMERGY x86 per applicazioni SMP (Symmetric Processing) high-end all&#8217;interno di ambienti HPC (High-Performance Computing), ha rivoluzionato il rapporto costo/prestazioni del calcolo ad alte prestazioni.</div>
<div id="_mcePaste">Grazie alla certificazione ufficiale vSMP Foundation Hardware rilasciata dalla società statunitense ScaleMP, leader nella virtualizzazione per l&#8217;informatica high-end, i clienti Fujitsu possono ora creare cluster a memoria condivisa basati su server Fujitsu PRIMERGY all&#8217;interno di datacenter cloud-enabled. Le aziende possono ottenere di conseguenza importanti risparmi sul fronte dei costi hardware facendo girare soluzioni software SMP su cluster di server PRIMERGY x86 anziché fare affidamento su ben più costosi sistemi proprietari.</div>
<div id="_mcePaste">La certificazione ScaleMP è la garanzia che i cluster PRIMERGY sono pienamente in grado di supportare applicazioni multi-threaded ad alte prestazioni basate su Open MultiProcessing che richiedono elevati volumi di memoria di sistema. Un altro vantaggio è che i cluster HPC PRIMERGY possono essere scalati verso l&#8217;alto o verso il basso secondo il carico e la domanda di sistema, senza immobilizzare dunque investimenti per sistemi di dimensioni fisse e facilitando le espansioni future.</div>
<div>L&#8217;integrazione dei server PRIMERGY in un unico cluster SMP virtuale consente al sistema HPC a memoria condivisa di scalare fino a 1024 processori 8-core e 64TB di memoria di sistema. Fisicamente i cluster sono interconnessi tramite InfiniBand, una scelta che introduce anche ridondanza di sistema per failover o scalabilità della bandwidth. Sono inoltre previste funzioni automatiche per la rimozione e il ripristino di sistemi malfunzionanti.</div>
<div>I nuovi cluster HPC x86 ampliano lo stack di soluzioni HPC Fujitsu basate su server PRIMERGY x86 offrendo a ingegneri e scienziati la possibilità di realizzare innovazioni rivoluzionarie senza la necessità di particolari competenze per implementare e gestire piattaforme HPC complesse. Per soddisfare le sempre più articolate esigenze di piccole e medie imprese, Fujitsu offre anche soluzioni HPC integrate, certificate e pronte all&#8217;uso, ottimizzate sulla base dei particolari requisiti aziendali.</div>
<p>Fujitsu, introducendo la possibilità di utilizzare cluster di server PRIMERGY x86 per applicazioni SMP (Symmetric Processing) high-end all&#8217;interno di ambienti HPC (High-Performance Computing), ha rivoluzionato il rapporto costo/prestazioni del calcolo ad alte prestazioni.Grazie alla certificazione ufficiale vSMP Foundation Hardware rilasciata dalla società statunitense ScaleMP, leader nella virtualizzazione per l&#8217;informatica high-end, i clienti Fujitsu possono ora creare cluster a memoria condivisa basati su server Fujitsu PRIMERGY all&#8217;interno di datacenter cloud-enabled. Le aziende possono ottenere di conseguenza importanti risparmi sul fronte dei costi hardware facendo girare soluzioni software SMP su cluster di server PRIMERGY x86 anziché fare affidamento su ben più costosi sistemi proprietari.</p>
<p>La certificazione ScaleMP è la garanzia che i cluster PRIMERGY sono pienamente in grado di supportare applicazioni multi-threaded ad alte prestazioni basate su Open MultiProcessing che richiedono elevati volumi di memoria di sistema. Un altro vantaggio è che i cluster HPC PRIMERGY possono essere scalati verso l&#8217;alto o verso il basso secondo il carico e la domanda di sistema, senza immobilizzare dunque investimenti per sistemi di dimensioni fisse e facilitando le espansioni future.L&#8217;integrazione dei server PRIMERGY in un unico cluster SMP virtuale consente al sistema HPC a memoria condivisa di scalare fino a 1024 processori 8-core e 64TB di memoria di sistema. Fisicamente i cluster sono interconnessi tramite InfiniBand, una scelta che introduce anche ridondanza di sistema per failover o scalabilità della bandwidth. Sono inoltre previste funzioni automatiche per la rimozione e il ripristino di sistemi malfunzionanti.</p>
<p>I nuovi cluster HPC x86 ampliano lo stack di soluzioni HPC Fujitsu basate su server PRIMERGY x86 offrendo a ingegneri e scienziati la possibilità di realizzare innovazioni rivoluzionarie senza la necessità di particolari competenze per implementare e gestire piattaforme HPC complesse. Per soddisfare le sempre più articolate esigenze di piccole e medie imprese, Fujitsu offre anche soluzioni HPC integrate, certificate e pronte all&#8217;uso, ottimizzate sulla base dei particolari requisiti aziendali.</p>
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		<title>9-10 novembre: Fujitsu Forum</title>
		<link>http://tech4green.it/2011/10/9-10-novembre-fujitsu-forum/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 08:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Bellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dynamic Infrastructures]]></category>
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		<category><![CDATA[reshaping IT]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 9 e 10 novembre 2011 i maggiori esponenti della comunità IT globale si incontreranno a Monaco di Baviera al  Fujitsu Forum 2011. Si tratta dell’evoluzione del più importante evento annuale Fujitsu, in passato noto come Visit, in cui verranno presentate le ultime tecnologie ed innovazioni disponibili e durante il quale potrà assistere alle keynotes  degli Executive su temi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Il <strong>9 e 10 novembre 2011</strong> i maggiori esponenti della comunità IT globale si incontreranno a <strong>Monaco di Baviera</strong> al  <a href="http://ts.fujitsu.com/rl/ff2011/index.html" target="_blank">Fujitsu Forum 2011</a>.</div>
<div>Si tratta dell’evoluzione del più importante evento annuale Fujitsu, in passato noto come Visit, in cui verranno presentate le ultime tecnologie ed innovazioni disponibili e durante il quale potrà assistere alle keynotes  degli Executive su temi,  tendenze e strategie che avranno un sicuro impatto sull’IT di domani.</div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-6923" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="munichfujitsu" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/munichfujitsu1.png" alt="munichfujitsu1 9 10 novembre: Fujitsu Forum" width="300" height="180" /></p>
<div>Rimodellare l’infrastruttura IT delle aziende  può essere un fattore chiave per raggiungere e/o migliorare gli obiettivi di maggiore efficienza e dinamicità dei processi.</div>
<div>“<strong>Reshaping IT</strong>” infatti è il leit motiv del Forum, durante il quale l’azienda presenterà in anteprima al mercato le proprie innovazioni con l’obiettivo di generare valore aggiunto ai processi di business, rendendo più dinamica, agile, flessibile, elastica ed efficiente l’infrastruttura IT a servizio degli stessi.</div>
<div></div>
<div>Saranno inoltre presentati nuovi approcci di successo e best-practice adottati durante importanti progetti e realizzazioni presso Clienti worldwide oltre alle innovazioni relative a prodotti, soluzioni ed esperienze di realizzazione concrete.</div>
<div id="_mcePaste">Decision-makers e leader di settore si confronteranno sugli sviluppi che stanno guidando il cambiamento del paradigma nel business computing.</div>
<div></div>
<div>Al Fujitsu Forum parteciperanno anche ospiti speciali che racconteranno la loro  visione del futuro:  la baronessa <strong>Susan A. Greenfield</strong> e l’ex campione di scacchi <strong>Gary Kasparov</strong> sono tra gli oratori  principali e presenteranno l’influenza delle tecnologie IT sui comportamenti nella società moderna.</div>
<div>Per ulteriori informazioni  la invitiamo a <a href="http://ts.fujitsu.com/rl/ff2011/index.html" target="_blank">visitare il sito ufficiale</a>.</div>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: left; margin-right: 10px;"><g:plusone size="medium" count="" href="http://tech4green.it/2011/10/9-10-novembre-fujitsu-forum/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Consumer &amp; Retail summit</title>
		<link>http://tech4green.it/2011/10/consumer-retail-summit/</link>
		<comments>http://tech4green.it/2011/10/consumer-retail-summit/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 07:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Bellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dynamic Infrastructures]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fujitsu Solutions]]></category>
		<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Retail Application]]></category>

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		<description><![CDATA[La ripresa dei consumi e la crescita economica rappresentano l’obiettivo comune verso il quale industriali e istituzioni si stanno impegnando in un contesto economico critico, caratterizzato da un rallentamento della domanda, dall’aumento dell’inflazione e da un diffuso allarmismo nel settore del commercio. Il Sole24Ore organizza nella sua sede la quinta edizione dell’appuntamento annuale dedicato al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/il-sole-24-ore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6913" title="il sole 24 ore" src="http://tech4green.it/wp-content/uploads/2011/10/il-sole-24-ore-300x84.jpg" alt="il sole 24 ore 300x84 Consumer & Retail summit" width="300" height="84" /></a>La ripresa dei consumi e la crescita economica rappresentano l’obiettivo comune verso il quale industriali e istituzioni si stanno impegnando in un contesto economico critico, caratterizzato da un rallentamento della domanda, dall’aumento dell’inflazione e da un diffuso allarmismo nel settore del commercio.</p>
<p>Il Sole24Ore organizza nella sua sede la quinta edizione dell’appuntamento annuale dedicato al mondo dell’industria di marca, della distribuzione, dei consumi, ch analizzerà i nuovi scenari di mercato alla luce delle dinamiche interne alla filiera.<br />
Il percorso di “costruzione” della fiducia e di un solido legame tra consumatore, insegna e brand risulta fondamentale per raggiungere nuovi obiettivi di crescita e di creazione del valore. La fidelizzazione del consumatore, con impatti positivi sul business, è sempre più supportata dall’innovazione tecnologica e dalla digitalizzazione, che contribuiscono a rafforzare la percezione del brand.</p>
<p>In questa occasione, il portavoce di Fujitsu: Denis Nalon,  illustrerà la suite di applicazioni di Business Intelligence rilasciata dall’azienda che ha reso possibile il raggiungimento di un risultato importante in termini di recupero dei profitti.</p>
<p>Fujitsu ha messo  a punto uno strumento di analytics che si implementa partendo dall’analisi dei dati al POS e si estende alle analisi nelle prinicipali aree del ciclo merci e degli acquisti dove è noto che le differenze inventariali vengono generate.</p>
<p>La soluzione si configura come un “turn key” e permette di individuare aree di miglioramento attraverso numerosi percorsi di  analisi nell’area acquisti, del checkout e nelle movimentazioni di merci ( carico/ scarico, trasferimenti e resi). Oltre alla riduzione delle differenze inventariali permette l’individuazione di kpi relativi allì’operatività fornendo utoili indicazioni per il ridisegno dei processi.</p>
<p>Una demo  della soluzione sarà disponibile al desk Fujitsu nell’area Foyer.</p>
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