Come combattere la disoccupazione risolvendo il problema della spazzatura elettronica

In questi anni la questione dell’e-waste – come liberarsi nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’uomo dei rifiuti da prodotti elettronici – anche negli States è entrata e uscita nell’agenda dei politici a seconda delle stagioni. Secondo una stima, neanche tanto recente, e che dobbiamo quindi approssimare per eccesso, sarebbero circa 500 milioni i dispositivi elettronici diventati immondizia negli Stati Uniti solo nel corso del 2008 (fonte). E le migliaia di tonnellate di computer, telefoni cellulari, televisori e via dicendo, finiscono con grande naturalezza nei Paesi sottosviluppati: dove rovinano non solo l’ambiente, ma anche la salute delle persone, perché le sostanze tossiche contenute in quei prodotti non vengono gestite in alcun modo. Il sistema di smaltimento è semplice: accumulare grandi cataste di rifiuti, lasciandole all’aria aperta, così da contaminare interi territori.

Ma proprio in questi mesi si è tornati a discutere nel Congresso degli Stati Uniti di un disegno di legge, già introdotto l’anno scorso ma mai passato al voto, chiamato Responsible Electronics Recycling Act. L’obiettivo è semplice quanto efficace. “In primo luogo, impedire l’esportazione di materiali pericolosi dove verrebbero gestiti male e potrebbero causare danni alla salute e all’ambiente”, dichiara uno dei promotori, il deputato Gene Green. Sarà redatta insomma una black-list di Paesi che non sono in grado di gestire i rifiuti elettronici: tra cui India, Cina e Nigeria. E le aziende statunitensi non potranno smaltire questo genere di rifiuti in quei Paesi. Efficace, ma non è solo questo.

Infatti, sempre secondo il deputato Green, “si tratta di un’occasione d’oro per creare posti di lavoro negli Stati Uniti” (fonte). Non potendo più esportare rifiuti ad un costo così basso (come nel Terzo Mondo) allora nascerà necessariamente un mercato interno agli Stati Uniti legato allo smaltimento e al riciclaggio dell’e-waste. Insomma: salvaguardare le popolazioni vittime delle discariche elettroniche, e nel frattempo agire contro la crisi occupazionale, sembra essere una soluzione etica. E anche una sfida. Perché nei prossimi anni è previsto che i rifiuti elettronici aumenteranno ancor di più. E poi perché, in questo modo, verrà favorito il riciclaggio dei materiali, ove possibile. Ha sintetizzato splendidamente questo processo il Presidente del Consiglio della Casa Bianca in materia ambientale, Nancy Sutley (fonte):

“Questa strategia favorirà il riciclaggio di queste preziose risorse e consentirà agli USA di trarre vantaggio dalle opportunità economiche di rigenerazione dei dispositivi creando nel futuro posti di lavoro proprio qui in America”

By Ilaria Sacchi August 11, 2011

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