Breve storia del data center di Prineville

data center prineville

Abbiamo già raccontato di Open Project – il primo grande progetto di “open hardware”, lanciato da Facebook che mira a un’utile condivisione delle specifiche tecniche dei data center. Facebook ha reso pubblica la struttura del data center di Prineville, che è il primo a esser stato progettato e costruito da zero per servire il social network. Il motivo per cui una società realizza un data center ad hoc è semplice: per limitare i guasti e i disservizi un colosso come Facebook è disposto a investire un capitale enorme. E una infrastruttura costruita su misura garantisce maggiore efficienza sotto questo punto di vista.

Il data center di Prineville è stato realizzato in un secondo momento, quando Facebook già contava milioni di utenti. Insomma è stato ‘aggiunto’ all’infrastruttura già esistente. E questa è stata forse addirittura la fase più complessa dell’operazione. Infatti al momento Facebook usava due facility in affitto, e l’innesto di una terza – Prineville, appunto – non era affatto semplice. Tutti sanno che un social network ha delle esigenze di sincronizzazione fondamentali per il corretto funzionamento. Quindi, innestare una terza componente dell’infrastruttura non era un problema da nulla. Questa fase è stata chiamata dagli uomini di Facebook Triforce.

A questo scopo il social network ha prodotto un software a nome Kobold. Con questo tool si possono configurare i carichi di tutte le macchine presenti nel sistema. A seconda della necessità, è possibile aumentare e diminuire il numero di server per ciascuna regione. Prima che il data center di Prineville fosse effettivamente operativo, gli ingegneri di Facebook lo hanno simulato. Hanno attivato e configurato cioè alcuni server situati in Virginia come se si trattasse delle nuove macchine di Prineville. Hanno quindi effettuato tutti i test di caricamento sintetico e relativi all’uso dell’energia. Hanno acceso e spento cluster, senza per questo avere impatto alcuno sulla continuità del servizio. E, una volta pronto il data center di Prineville, lo hanno connesso agli altri con relativa facilità. Hanno spostato le immagini di decine di migliaia di server e le hanno portate online.

Fonti: Facebook, Facebook blog.

By Redazione July 1, 2011

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