Se neppure l’oro viene riciclato a sufficienza
Abbiamo già spiegato le ragioni per cui riteniamo quello dei rifiuti elettronici (e-waste) un problema di gran lunga sottovalutato. Abbiamo scritto che le imprese e i governi si occupano molto di efficienza energetica e poco di smaltimento e riciclo dei rifiuti.
A conferma di quanto da noi sostenuto, la settimana seguente la pubblicazione dell’articolo è stato diffuso un rapporto dell’UNEP, organismo internazionale per la tutela dell’ambiente e per l’uso sostenibile delle risorse. Nel documento (scaricabile nel sito dell’organizzazione) sono riportati i tassi di riciclo per ciascun materiale. Stupisce soprattutto l’elevata percentuale di riuso dei metalli poveri e al contrario una scarsa attenzione a quelli nobili, come l’oro.
Secondo UNEP, meno di un terzo di circa 60 metalli hanno un tasso di riciclaggio oltre il 50 per cento. E ben 34 elementi hanno un tasso di riuso inferiore all’1 per cento.
“In teoria, i metalli possono essere utilizzati più e più volte, riducendo al minimo la necessità di materiali vergini e consentendo il risparmio di notevoli quantità di energia e acqua, abbattendo il degrado ambientale“, ha dichiarato Achim Steiner, sotto-segretario generale e direttore esecutivo di UNEP.
Di fatto però non è così. Fanno eccezione il piombo – presente nelle batterie – riciclato all’80 per cento e il ferro, più altri componenti per produrre acciaio inossidabile, al 50 per cento. E, stranamente, in elettronica il riciclaggio dell’oro ha tassi bassissimi, dal 10 al 15 per cento.
I materiali fondamentali per la realizzazione delle varie Green technology non vengono riciclati. Le terre rare, ad esempio. L’indio – utilizzato per la tecnologia Led – ma anche il tellurio e il selenio, presenti nei pannelli fotovoltaici. La ragione è che per il momento sono facilmente reperibili in natura. Pertanto il costo del riciclaggio è superiore al costo di estrazione. Tuttavia non è possibile sapere cosa succederà in futuro. Infatti rispetto alla quantità e alla disponibilità di questi materiali in natura non abbiamo certezze, è l’opinione di Thomas Graedel, uno degli autori di questo documento. Bisognerebbe pertanto riciclarli il più possibile, altrimenti, se questi elementi in futuro dovessero scarseggiare, e dunque i costi salire alle stelle, “molta tecnologia futura semplicemente potrebbe non essere possibile“.
By June 20, 2011
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