La sicurezza dei dati online nel 2011

Si è svolto il 3 e il 4 giugno a Firenze, nella Sala della Miniatura di Palazzo Vecchio, l’edizione del 2011 di E-privacy, convegno incentrato sulla questione della privacy nell’era digitale.
Il tema principale di questa edizione è stato il nuovo profilo di “consumatore digitale” che si sta recentemente delineando e che sta rimpiazzando la più conosciuta identità di “cittadino digitale”.

I rapporti vigenti tra users e fornitori di servizi, si sbilanciano sempre più in favore di quest’ultimi, anche a causa dell’avvento del Cloud Computing, il Software As A Service e delle sempre più diffuse App per Smartphone e Tablet, che rendono gli utenti consumatori che non hanno o non controllano il software che stanno usando. Questo resta completamente nelle mani dei fornitori di servizi Cloud.

Lo stesso meccanismo scatta per il controllo e possesso dei dati, pubblici o privati che siano, anch’essi gestiti dai fornitori. Per l’appunto, sabato 4 giugno si è tenuta la cerimonia di consegna dei Big Brother Award Italia 2011, premio internazionale il cui nome è liberamente ispirato al Grande Fratello di Orwell, dedicato a individui, associazioni o tecnologie che più hanno arrecato danno alla privacy dei nostri connazionali nell’ultimo anno.

Dal 2011 le votazioni sono state effettuate direttamente dai partecipanti (e non da una giuria). La categoria più clamorosa è “Lamento del popolo”, ma quest’anno non è stata assegnata, visto il pari merito di 3 nomination: Facebook, Ministero dell’Interno e Telecom Italia.

I vincitori de “La peggiore azienda privata” sono stati due, Facebook e Sony Entertainment System, che hanno sbaragliato una concorrenza composta da nomi quali Apple, EcoPost, SicurNet e Telecom Italia.
Per quanto riguarda “Il peggior ente pubblico” è stata scelta la Posta Certificata governativa (PEC/CEC-PAC), mettendo da parte il Comune di Rosolina, il Governo Italiano (per il Registro delle Opposizioni), il Ministero dell’Interno.
È sempre Facebook a vincere la categoria “Tecnologia più invasiva”, superando Sistema telecamere IMOB – ACTV Venezia, Akamai, Dropbox, GPS tracking e Smartphone.

L’ultimo è invece un premio in positivo, assegnato a Stefano Rodotà, che grazie alla sua proposta legislativa di modifica costituzionale dell’articolo 21, si è guadagnato il “Winston Smith – Eroe della privacy”, lasciando a bocca asciutta gli altri candidati: Autistici/Inventati e Julian Assange.
Per quanto l’argomento possa apparire trito, è sempre una fondamentale necessità indagare le potenzialità e i pericoli della rete, soprattutto su argomenti all’ordine del giorno quali la cittadinanza digitale e la privacy dei cittadini.

By Redazione June 16, 2011

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