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Sostenibilità: cosa pensano e fanno le aziende

green 1 300x229 Sostenibilità: cosa pensano e fanno le aziendeL’87% dei dirigenti d’azienda afferma è ancora un’opportunità nascosta e non valorizzata. Questo quello che emerge da uno studio sul rapporto fra sostenibilità e mondo aziendale effettuato da Greenbean con la collaborazione di Tomorrow SWG: per la metà delle aziende intervistate la visione del futuro è all’insegna del “Think Green”, ma molte ignorano ancora quali possano essere i reali ritorni dell’essere sostenibili, anche se si conoscono i vantaggi competitivi che si possono ottenere.

E pur con questa consapevolezza, cioè che una strategia di sostenibilità aziendale è fondamentale e che è necessario introdurla come valore fondante di un’impresa, i manager sembrano assumere un atteggiamento passivo, avendo data forse la priorità ad aspetti più legati al breve termine.

Il 51% delle aziende intervistate afferma che, nonostante l’Italia – a livello industriale – sia un paese fra i più virtuosi nel riciclo dei rifiuti, per tutela ambientale si intende l’impiego di materie prime riciclate.

Quindi si tralasciano punti fondamentali come la riduzione dell’impatto ambientale della propria società, dato che solo il 23% delle aziende è attento a ridurlo e solo il 19% cerca di limitare quello dei consumi.

Per il 79% la sostenibilità stimola a innovare processi e prodotti, coinvolgendo tutta la filiera (dai fornitori ai consumatori) e per l’86% dei manager è un’opportunità di comunicazione strumentale alla gestione e alla crescita della corporate reputation. Ma, come si diceva, per l’87% dei manager è ancora un’occasione nascosta.

Lungimiranti in merito alla sostenibilità a livello internazionale sono i programmi di Chiquita, che prevede raccolta e distribuzione al 100% sostenibili, e gli obiettivi di Procter&Gamble, che intende raggiungere il 20% di riduzione (per unità di prodotto) in CO2 e consumi di energia, acqua e scarti di produzione attraverso miglioramenti dei siti produttivi (che comporterebbe una riduzione totale di almeno il 50% rispetto all’inizio del decennio) e fornire 3 miliardi di litri di acqua potabile con il programma Children’s Safe Drinking Water, oltre ad altre iniziative.

Un’attenzione particolare alla filiera, e siamo in Italia, è stata annunciata da Barilla, che con il Barilla Centre for Food & Nutrition è all’avanguardia nello studio dei processi per ridurre gli sprechi d’acqua e l’impatto sull’ambiente della produzione e della coltivazione.

Da segnalare è un’interessante collaborazione fra l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e l’azienda vitivinicola palermitana Tasca d’Almerita nell’esperimento pilota SOStain.

Caravaggio 262x300 Sostenibilità: cosa pensano e fanno le aziendeQuesto progetto parte dal presupposto che la viticoltura, come tutte le attività che prevedono la coltivazione dei terreni, ha forti ripercussioni sull’ambiente e segna profondamente paesaggi, animali e piante. Ma qual è l’obiettivo? Assicurare la qualità e la tutela del suolo e dell’aria, provvedere alla conservazione della risorsa acqua (sia in termini di quantità che di qualità), utilizzare sistemi di corretta prevenzione e gestione delle varie forme di infestazione (attraverso strategie per un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) e infine gestire consapevolmente le risorse energetiche e quelle umane. E chissà che questo esperimento virtuoso (spiegato qui) sia il primo di una lunga serie, e non solo nell’ambito vitivinicolo.

E in ultimo, un appuntamento da segnare in agenda. Ad ottobre 2010 si discuterà infatti di sostenibilità aziendale al secondo Sustainability International forum di Roma. Da non perdere.

Francesco, Tech4Green

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