Il concetto di informazione, si sa, sta cambiando: i siti di Social News (Google News, Digg) si propongono come alternative forti alla stampa tradizionale; le persone pubblicano contenuti su YouTube, i vostri clienti stanno parlando del vostro brand aumentando o diminuendone il significato o la portanza. Le stesse persone proprio ora stanno comprando online e confrontando fra loro i prezzi; si stanno scambiano prestiti (Prestiamoci.it ad esempio); si stanno aiutando a vicenda attraverso portali domanda/risposta (Yahoo Answer, Padiri); e si stanno scambiando opinioni professionali (LinkedIn Answers).
Il podcast in tutto questo, come tutte le altre tecnologie social (wikies, form, social network), rappresenta un’opportunità per l’azienda. I podcast non sono più un’occasione di sperimentazione dei giovani o delle community per fare comunicazione dal basso, autoprodotta e a costo zero. Infatti, fra quelli che usano il podcast ci sono sempre più imprese e il numero continua ad aumentare.
Vediamo alcuni esempi di società di fama internazionale: un’azienda italiana conosciuta in tutto il mondo per aver avuto ovunque una crescita straordinaria, Luxottica, usa il sistema di podcasting per dare la possibilità scaricare, ad esempio, i risultati trimestrali raggiunti, letti direttamente dall’amministratore delegato; un’altra italiana, ENI, attraverso feed Rss dà la possibilità di ricevere sul proprio computer le ultime notizie, la quotazione del titolo, gli aggiornamenti e le ultime presentazioni agli azionisti in formato audio mp3. Oltreoceano è l’esempio dell’americana GM e del suo blog: qui è possibile avere informazioni via podcast direttamente dagli impiegati riguardo alle esperienze di lavoro in azienda; inoltre vengono messi a disposizione di clienti e interlocutori podcast su vari temi: interviste al management che spiega la mission aziendale e i risultati ottenuti da una strategia piuttosto che un’altra; si può trovare il lancio di nuovi prodotti o le caratteristiche di un prodotto più innovativo rispetto ad un altro; visioni strategiche, innovazione, etc.
Il podcast sembra essere a tutti gli effetti un media che può rientrare in una strategia di marketing di un’azienda. A renderlo interessante come canale su cui pianificare il proprio advertsing è la viralità del mezzo, i costi minimi di produzione, la sua rapidità di diffusione; e, contestualmente, un target d’utenza su misura.
Ma è anche un rischio che va monitorato: infatti gli utenti pubblicano contenuti non autorizzati (su YouTube ad esempio) o riportano fatti senza fondamento. I blogger inoltre possono mescolare i fatti con le opinioni di chi scrive in rete.
Se quindi non si controllano gli strumenti di cui si dispone, trasformando l’opportunità in una soluzione, si rischia di non capire ciò che è effettivamente percepito del proprio marchio o della propria azienda dai clienti potenziali o acquisiti, e di non avere il controllo sulla comunicazione. In più non si instaura un dialogo con chi sta per scegliere o ha già scelto il vostro prodotto.
Quindi per sfruttare appieno lo strumento in questione è utile usare sistemi di monitoraggio come Cymphony e Blogpulse, cercare commenti su Technorati, Youtube, Metacafe, Dailymotion al fine di capire chi dice cosa. Infine è fondamentale creare un vostro blog, postare su quelli degli altri, pubblicandovi voi stessi dei video e iniziare ad usare il podcast.
Per chiudere, un esempio interessante di podcast che nasce in campo culturale. Si tratta di Finestre sull’Arte: è il primo podcast italiano interamente dedicato alla storia dell’arte. In ogni puntata Ilaria Baratta, la conduttrice, e Federico Giannini, l’esperto di storia dell’arte, conducono gli ascoltatori alla conoscenza di un artista o di un gruppo di artisti, corredando con immagini l’ideale percorso di scoperta. Provate ad ascoltarlo.
Francesco, Tech4Green


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