Sommersi dalla carta?
By June 16, 2010
Mercoledì 19 maggio 2010, l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della Ricerca sullo stato di diffusione delle soluzioni di fatturazione elettronica, conservazione sostitutiva delle fatture e integrazione del ciclo dell’ordine in Italia.
L’evento si è tenuto presso il Campus Bovisa del Politecnico di Milano e ha visto una notevole partecipazione di ‘addetti ai lavori’ e di aziende sensibili al tema della dematerializzazione in ambito fiscale e tributario.
Il convegno ha affrontato differenti aspetti della fatturazione elettronica e in particolare:
- lo stato di diffusione delle soluzioni di fatturazione elettronica, conservazione sostitutiva delle fatture e integrazione del ciclo dell’ordine in Italia.
- un confronto fra la situazione italiana e quella europea;
- l’evoluzione del quadro normativo italiano ed europeo.
- i principali progetti di “sistema” che favoriscono la diffusione di queste soluzioni a livello di filiera, distretto industriale, categorie professionali;
- l’identificazione delle “best practice” a livello nazionale;
- la misura dei benefici per le diverse categorie di attori coinvolti (aziende, pubbliche amministrazioni, istituti finanziari, commercialisti, intermediari, ecc.);
Ne è risultata un’immagine in costante evoluzione motivata sia da un mercato con ancora poche esperienze consolidate sia dall’attesa per il decreto ministeriale che renderà obbligatoria la scelta tra la fatturazione elettronica – e la conseguente conservazione digitale – e il mantenimento della modalità tradizionale su carta.
Sicuramente un’offerta tecnologica più ampia possibile da parte dei vendor IT e la capacità progettuale dei system integrator in grado di supportare la trasformazione di processi consolidati negli anni (in molti casi nei decenni) sono elementi importanti per agevolare questo cambiamento. Più di tutti, però, conta la capacità delle aziende di mettersi in gioco e affrontare con spirito innovativo la ‘sfida’ aperta dalle nuove possibilità tecnologiche. Quello che sta già succedendo per quanto riguarda la Posta Elettronica Certificata, divenuta di fatto la strumento principale per le comunicazioni ufficiali tra PA e aziende, varrà in misura maggiore per la fatturazione elettronica.
Il change management, la disponibilità quindi di rimodulare i processi aziendali e di rivedere le competenze degli individui all’interno delle organizzazioni, è l’elemento che più di tutti regola l’approccio a questo tipo di tematiche. Infatti, sempre secondo lo studio fatto dall’Osservatorio, le aziende italiane sembrano “stare alla finestra”, attendendo passivamente l’obbligo di legge. La fatturazione elettronica risulta secondaria ad altri progetti per una serie di motivi:
- mancanza di studi che evidenzino il ritorno dell’investimento (per quanto siamo in presenza di un tipico ambito su cui far leva per mezzo di un’analisi del ROI)
- best practice poco documentate e limitate ad esperienze territoriali ristrette
- mancanza di chiarezza legislativa
Quest’ultimo punto, poi, fa dell’Italia la “maglia nera” del contesto europeo. Se la spinta all’innovazione è frenata dalla burocrazia e dalla poca chiarezza legislativa, anticipare scelte coraggiose nel campo fiscale e tributario da parte dei singoli apre a preoccupanti scenari sanzionatori.
Per questo l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano ha dato visibilità di esperienze di innovazione in questo campo. Multinazionali con sedi in Italia operanti nel campo farmaceutico sono state tra le prime a scegliere un approccio più vicino possibile alle pratiche definite dalla legge. Più interessanti di tutte sono le esperienze fatte da Consorzi locali che accomunano aziende operanti nello stesso settore di mercato. L’aver messo a fattor comune gli investimenti in progetti e tecnologie ha permesso di rivitalizzare concetti di EDI (Electronic Data Interchange) che sembravano dover lasciar posto ai più moderni Marketplace.
Nonostante le difficoltà elencate, l’Italia non pare però essere molto più indietro di altre nazioni in Europa. La Germania, ad esempio, si trova a vivere i nostri stessi ‘dolori’. E’ anche vero che le differenze culturali (maggiore collaborazione tra istituzioni e privati, contenuta evasione fiscale), hanno reso in alcuni casi la fatturazione elettronica un ‘non-problema’ per stati come la Svezia, la Finlandia e il Regno Unito.
Se rivoluzione sarà, come tutti credono, non dovremo aspettare per molto. Finito il primo periodo di rodaggio, avremo modo di vedere i benefici indiscutibili della Posta Elettronica Certificata, primo passo verso uno Stato davvero moderno.
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