L’attenzione e la consapevolezza sull’impatto ambientale di prodotti e servizi sono cresciute notevolmente in questi ultimi mesi. Dal rapporto Make it green di Greenpeace arriva il richiamo a considerare i consumi della rete. La risonanza della notizia su internet è grande: ne hanno parlato dal corriere.it, a giornalisti dediti alla questione dell’energia come Elena Comelli di Il Sole 24 ore, a blog amatoriali che trattano di web e dintorni come webinformazione, a forum generici o specialistici, a singoli utenti. In generale la reazione è di stupore e preoccupazione. Che servizi apparentemente “privi di costo”, come Google, Yahoo, Facebook, Flickr, costino invece – e molto – in termini di impatto ambientale, ha fatto breccia.
Non è un caso quindi che ci sia in quest’ultimo periodo un massiccio incremento di iniziative, convegni, esposizioni (ne abbiamo parlato in quest’ultimo articolo) in materia di Green IT.
E per lo stesso motivo (ridurre i costi e l’impatto ambientale) Google si interessa all’Italia. Scrive il country manager italiano della multinazionale: “C’è tanto sole qui e il Paese si presta alla realizzazione di iniziative sul fronte delle energie rinnovabili” Il motore di ricerca ne abbisogna per i propri data center. Ha già attivato enormi impianti fotovoltaici. Ha annunciato che parteciperà alla costruzione di due parchi eolici finanziandoli per 38, 8 milioni di dollari.
Com’è facile immaginare, la preoccupazione è non solo economica, bensì etica o, se si preferisce, dell’impatto sull’opinione pubblica, quindi sul mercato. Nascono infatti sempre più numerosi premi e certificazioni, società terze o istituzioni che garantiscono uno standard nella riduzione dei consumi. Alcuni esempi: il LEED e il Beyond Green, due importanti riconoscimenti di responsabilità ambientale; il Certified green testing che è invece un report prodotto da Miercom, società privata e indipendente che si occupa di test e analisi di sistemi.
Per misurare l’efficienza energetica delle strutture, Stati Uniti Giappone e Europa adottano il Pue. E’ un algoritmo sviluppato dalla Green Grid che divide l’energia totale consumata dal data center per la quantità di energia usata per alimentare le attrezzature It. Il risultato ottenuto è significativo nel valutare l’energia sprecata. EvoSwitch, ad esempio, che ama definirsi il data center più green in Europa, misura 1.2 Pue.
Daniele, Tech4Green


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