Cloud Computing Dynamic Infrastructures

Il peggior nemico del cloud sono gli attacchi informatici?

Il post in oggetto nasce dopo aver letto, sommariamente, l’ennesima ricerca dedicata alla sicurezza dei servizi cloud. Ricerca che afferma un principio, tutto da dimostrare, ben noto: il rischio di veder minata l’integrità dei propri dati è l’ostacolo principale all’implementazione del computing a nuvola nelle aziende.

L’interesse c’è, molti Cio hanno sposato il concetto che i servizi cloud sono la prossima generazione dell’Information Technology, i livelli di adozione crescono anche rapidamente ma c’è sempre di mezzo il fattore sicurezza. Le minacce sono le solite, le stesse che preoccupano da almeno un decennio i responsabili IT: botnet, trojan horse, software maligni in genere. C’è modo di limitarne l’azione e ridurre i possibili (devastanti) effetti? Certo che sì, basta strutturare una politica d’uso dei servizi e delle applicazioni che risiedono nella nuvola ed evitare un utilizzo indiscriminato del cloud. Questa, almeno, la ricetta degli esperti. Poi ci sono i rischi legati a siti che fanno uso di Api poco protette, che possono rivelarsi il cosiddetto anello debole della catena, quello che può aprire una falla che rende vulnerabile l’intero sistema. Ma anche in questo caso, che viene indicato come nuova tipologia di minaccia legata all’utilizzo sempre più diffuso dei social network anche in azienda, si possono adottare efficaci contromisure.

In poche parole, mettendosi nei panni di un Cio, occorre confrontarsi con una realtà che può apparire così come segue: il cloud è una strada assolutamente da percorrere ma occorre investire tempo e risorse per proteggere adeguatamente gli asset dei data center aziendali. Il che significa implementare soluzioni per ridurre il rischio di compromissione dei dati che finiscono sulla nuvola.

Voglio rendere più flessibile (e meno onerosa dal punto di vista dei costi di gestione) la mia infrastruttura IT e quindi ricorro al cloud computing, premesso che devo garantire la sicurezza delle informazioni che escono dai server aziendali. Perché quest’ultima condizione deve essere per forza un ostacolo?

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Pubblicato da Redazione il 22/03/10 .

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