Ormai si rischia quasi di essere monotoni: il cloud computing vive la sua fase di prima maturità, di concreta applicazione sul campo. Il percorso di evoluzione delle infrastrutture It, già segnato dalla server consolidation prima e dalla virtualizzazione poi, è pronto a cavalcare il computing a nuvola. Non solo sulla carta e nei proclami del marketing ma dentro i processi aziendali.
La realtà dice però anche che nelle organizzazioni, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, vi sono resistenze al cloud, perché non garantisce sicurezza (dei dati aziendali), perché richiede competenze dedicate, perché i vantaggi sono sì intuibili ma (per qualcuno) ancora poco tangibili.
Riprendo in tal senso una dichiarazione attribuita a Massimo Pezzini, vicepresidente e partner fellow di Gartner e grande esperto in materia di It. L’analista concorda sulla visione a strati del cloud – sofware as a service, platform as a service, infrastructire as a service – e sul fatto che applicazioni residenti sulla nuvola e installate in modalità “on premise” siano due modalità d’uso (di software e servizi informatici) destinate a convivere. Pezzini ha anche evidenziato però come nelle aziende ci siano ostacoli legati non solo alla sicurezza ma anche “alla mancanza di standard e alla presenza di soluzioni monolitiche, dove un fornitore si occupa di tutto e al massimo lascia spazio alla creazione di applicazioni, ma all’interno della propria piattaforma. L’inevitabile standardizzazione – dice l’analista – poterà con sé un approccio di maggior integrazione di vendor di nicchia o verticali”.
Ciò non toglie che nelle aziende sarebbe buona cosa intraprendere la sperimentazione dei servizi cloud, fermo restando che in “prospettiva occorrerà sviluppare una strategia cloud organica e integrata con quella It tradizionale”. Se arriveremo, pensiamo al tessuto aziendale italiano, a quanto prevede Gartner – entro tre anni un’organizzazione su cinque nel mondo non avrà più un’infrastruttura hardware interna in termini di asset fisici in relazione alla pervasiva diffusione delle soluzioni cloud – è tutto da vedere.
Di sicuro server e data center continueranno a esistere ma è anche scontato che parte delle risorse informatiche verrà portato all’esterno e affidate alla gestione di fornitori terzi, gli stessi che magari hanno convinto Cio e responsabili It a investire e scommettere sul cloud. Oggi.


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