Il 2010 sarà veramente l’anno del cloud?
By March 1, 2010
Il cloud computing fa tendenza, se ne parla in tutte le salse, è ancora snobbato da molte aziende ma sta anche concretamente diventando una voce sempre più importante nell’economia dei budget di investimento dell’immediato futuro. I suoi vantaggi (sulla carta) i Cio li dovrebbero ormai conoscere a memoria, i suoi limiti spesso emergono più in relazione alla limitata conoscenza delle possibili applicazioni di questa “tecnologia” che non ad oggettive sue carenze funzionali.
Del cloud si dice anche che questo, il 2010, sarà il suo anno. Su vari siti hi-tech americani si legge però che nei prossimi dieci mesi il computing a nuvola sarà un’attrattiva più per venture capital in cerca di nuovi e redditizi filoni tecnologici dove riporre capitali che non per i responsabili IT delle grandi aziende. Il dibattito è quanto mai aperto anche fra chi smarca la questione etichettando il cloud come una moda del momento, un tentativo di risolvere problemi a cui in passato sono state dedicate altre “innovazioni” tecnologiche (come le Soa, Service oriented architecture), e chi ne santifica l’importanza soprattutto nell’ottica delle soluzioni Saas che il cloud si porta dietro.
Gli analisti, sempre bravi nel guardare un pochino più avanti facendo attenzione a non sconfessarsi, sono dell’idea che il cloud non sia un fenomeno passeggero e che la sua fortuna stia proprio nel fatto che oggi sia ancora molto lontano dal poter essere considerato un fenomeno maturo. La vera innovazione non è tanto nell’aspetto tecnologico dei servizi cloud, o nel fatto che oggi prevalga il ricorso alle cloud private o che sia in forte crescita la domanda le soluzioni clou ibride. Ciò che cambia sostanzialmente lo scenario dell’offerta è il modello di business, fondato sulla logica del “pay per use”, alla base del computing a nuvola.
Chi meglio e più velocemente si specializzerà nel portare i servizi cloud dentro le aziende avrà la strada in discesa. Il cloud deve lasciare i laboratori e arrivare nell’operativa quotidiana degli addetti, diventando una consuetudine quotidiana dei processi operativi di un’organizzazione di classe enteprise. Questo dovrebbe succedere già nel 2010, ma il condizionale è quanto mai d’obbligo.
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