Tecnologie verdi, la UE “bacchetta” l’industria IT
By October 23, 2009
Entro il 2011, le aziende ICT dovranno aver delineato le misure pratiche da adottare per incrementare la propria efficienza energetica del 20% entro il 2015: l’invito, chiamiamolo in modo soft così, arriva dalla Commissione europea, evidentemente poco soddisfatta delle azioni intraprese dall’industria informatica e da quella telco in tema di minori impatti sull’ambiente. Tanto che ha invitato gli attori del settore a darsi obiettivi più ambiziosi per limitare le emissioni nocive dovute agli enormi consumi di energia elettrica.
I dati sono noti: il settore ICT produce il 2% delle emissioni di CO2 in Europa e solo una minima parte è legata alla produzione. La quasi totalità deriva dall’uso di prodotti e servizi tecnologici, e quindi data center e tutto ciò che ci opera dentro. Molti addetti ai lavori sono sicuramente al corrente che tecnologie IT e reti possono contribuire in modo determinante a ridurre complessivamente le emissioni di carbonio del 15% entro il 2020, migliorando il monitoraggio e la gestione del consumo energetico nelle fabbriche, negli uffici e negli spazi pubblici.
Dove intervenire per un vendor IT e per un’azienda utente? Allo stato attuale, secondo dati diffusi dalla Ue, un pc desktop spreca circa la metà dell’energia prodotta, mentre un server medio non ne utilizza circa un terzo. È in questi sprechi che sta la radice del problema o piuttosto nella mancanza di progetti sistemici di razionalizzazione delle risorse informatiche, intese come infrastruttura abilitante i processi operativi di un’azienda? Certo un server di nuova generazione (come un notebook, un Tv Lcd e i dispositivi elettronici in genere) consuma assai meno di uno più datato ma come tante volte disquisito su questo blog non basta fare efficienza solo a livello di macchine.
Doveroso quindi che la Ue torni periodicamente sul problema ed esorti tutti i protagonisti del panorama tecnologico a fare di più. E ben venga che dall’ITU sia arrivata la proposta di creare uno standard per calcolare l’impatto effettivo dell’industria ICT sull’ambiente, sia in termini di energia ed emissioni di CO2 legati alla produzione e all’utilizzo di prodotti ICT che di riduzione di emissioni di gas serra derivanti dall’uso di nuove tecnologie nell’ambito dei trasporti e dalla cosiddetta de-materializzazione.
Per concludere riporto una significativa dichiarazione del Commissario Ue per la società dell’informazione e i media, Viviane Reding: “il settore ICT può indicare la via verso una crescita maggiormente sostenibile e rispettosa dell’ambiente e dare impulso alla creazione di posti di lavoro verdi. Dobbiamo cogliere questa opportunità per porci all’avanguardia nel campo delle tecnologie ad alta efficienza energetica, non solo perché questo è il modo migliore per ridurre in modo sostenibile le emissioni di CO2 ma anche perché il potenziale ecologico di tali tecnologie può dischiudere nuove opportunità imprenditoriali per le imprese europee del settore delle ITC”.
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