Il cloud computing è sicuro? Non per tutti i Cio

By Redazione October 16, 2009

cloud-computing.jpgDematerializzazione delle infrastrutture It certo, ma a patto che questo processo sia sicuro. Da una ricerca condotta di recente da Trend Micro su circa 200 Cio e decision-maker informatici è merso infatti che la protezione di reti e dati è un elemento essenziale affinché in azienda si possa realizzare un ambiente di cloud computing. Portare le applicazioni sulle nuvole va bene ma le aziende, e non è certo una colpa, vogliono essere certe di avere un quadro chiaro sulle minacce provenienti da Internet e quindi proteggersi da qualsiasi elemento indesiderato che potrebbe provocare seri danni ai sistemi IT e rallentarne le risorse o compromettere l’integrità di dati critici e confidenziali.

Il cloud quindi piace e molto (almeno sulla carta e nelle intenzioni) ma l’indagine di cui sopra ha anche detto che l’89% dei Cio intervistati richiede una protezione in-the-cloud integrata nella soluzione di sicurezza IT e che il 40% prende in considerazione solo i prodotti di sicurezza che includono funzioni di intelligence per la rilevazione delle minacce in-the-cloud. Dati che inducono a pensare che senza certezze dal punto di vista dell’affidabilità delle informazioni aziendali difficilmente si innova e se il 61% degli intervistati ha confermato di non voler intraprendere alcuna decisione in merito al cloud computing fino a quando non vi sarà la certezza della totale assenza di rischi di sicurezza per le loro reti qualcosa vorrà pur dire.

Solo un porzione del campione oggetto di indagine, e precisamente il 27%, ha affermato come i vantaggi del computing a nuvola superino talmente le problematiche di sicurezza da non esservi motivo di posticipi o cancellazioni dei programmi di implementazione di ambienti cloud. Quanti responsabili IT italiani sono di questo avviso? E perché? Il dibattito è aperto.

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