Ma i budget IT sono sempre più “green oriented”?

By Redazione September 23, 2009

green-data-center.gifI più sono convinti, studi di marketing e ricerche di mercato alla mano, che l’interesse per il Green IT in Italia sia in forte crescita. La tendenza sembra in effetti essere questa e su questo blog ne abbiamo parlato più volte: ciò che è, a mio avviso, ancora tutto da dimostrare è che le aziende (soprattutto quelle medie e piccole) stiano rivedendo i rispettive budget di spesa destinati all’informatica per stanziare risorse più cospicue in favore di soluzioni, macchine e tecnologie verdi.

Risparmiare energia per ridurre i costi e (ma non è certo l’obiettivo primario) gli impatti ambientali è sicuramente un obiettivo dato a Cio e responsabili IT ma sebbene autorevoli studi – come il Symantec Green IT Report 2009 o il Green IT Barometer di IDC – recitino a favore dell’imminente boom del fenomeno green alcuni dubbi rimangono. Mi chiedo, per prima cosa: quando Gartner rileva che circa il 35% dei manager aziendali in qualche modo legati ai programmi di informatica verde conferma l’intenzione di voler destinare ai progetti di Green It più del 15% dell’intero budget di spesa cosa significa esattamente? Se diamo per scontato che la nuova generazione di server e di apparati di storage e di rete sono per loro intrinseche caratteristiche “green”, che la virtualizzazione è una tecnologia nata per razionalizzare le risorse e che le soluzioni e i servizi “as a service” sono in qualche modo tendenti a ridurre i consumi e l’installazione di nuovo hardware perché solo il 15% della spesa è destinato al Green It?

Ha forse ragione chi si lamenta del fatto che troppe risorse (economiche e non solo) sono necessariamente orientate a mantenere l’attuale infrastruttura, su cui gravano macchine magari obsolete e applicazioni con costi di licenza esorbitanti? Giro le domande a chi di dovere e chiudo con una nota informativa. Entro il 2020 i Paesi membri della Ue dovranno recepire obbligatoriamente le norme contenute nel pacchetto “20-20-20″ che regolerà con più rigore i limiti consentiti di impatto ambientale. Al Green IT, volenti o dolenti, anche le imprese italiane dovranno presto guardare.

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