Ridurre le emissioni di CO2: l’IT ha una missione

By Redazione August 11, 2009

green_tech.jpgNelle notti delle “lacrime di San Lorenzo”, quelle in cui la pioggia delle Perseidi nell’orbita visiva terrestre raggiunge il suo picco e la sua massima visibilità, mi spendo questo post di avvicinamento a Ferragosto ancora sul tema delle tecnologie a supporto dell’ambiente.

Quanto inquinino i data center, sotto forma di energia consumata e relative emissioni di gas serra, è risaputo. Sebbene se ne parli da anni ormai, non è ancora però ben chiaro quanto (e come) le aziende sia siano adoperate in tal senso per ridurre i consumi, tutelare l’ambiente e risparmiare anche qualche soldino. Ciò che è più o meno certo, oggi, sono i “danni” che l’insieme dei sistemi informatici provoca al pianeta. E cioè il fatto che a server, computer e compagnia si deve il 2% delle emissioni di CO2 in Europa (fra loro produzione e loro utilizzo) o che un pc desktop spreca circa la metà dell’energia prodotta mentre un server ne spreca mediamente circa un terzo.

Le contromisure? Sulla carta non mancano, anzi addirittura abbondano. Si è scoperto, da autorevoli studi in seno all’Unione Europea per esempio, che grazie all’utilizzo su vasta scala di server di nuova generazione si potrebbe risparmiare fino al 70% dell’energia oggi richiesta dai data center, che le tecnologie Ict sono in grado di portare a una riduzione complessiva delle emissioni di carbonio del 15% entro il 2020, grazie alla possibilità di migliorare il monitoraggio e la gestione del consumo energetico nelle fabbriche, negli uffici e negli spazi pubblici, che sistemi tecnologicamente avanzati potrebbero ridurre il consumo energetico degli edifici del 17% e le emissioni di carbonio nel settore dei trasporti del 27%.

Numeri importanti, che avrebbero una logica e vitale conseguenza per l’ambiente e non solo: se si raggiungesse un’efficienza energetica del 90%, si potrebbero ridurre le emissioni di gas serra di 54 milioni di tonnellate all’anno e risparmiare oltre 5,5 miliardi di dollari in costi energetici.

Vendor IT e aziende sono quindi chiamate a una missione importante – quella di utilizzare e gestire meglio le risorse tecnologiche – e uno stimolo in tal senso l’ha fornito di recente l’ITU, creando uno standard per calcolare l’impatto effettivo dell’industria informatica e delle telco sull’ambiente. Gli esperti dell’Associazione hanno infatti messo a punto un metodo per calcolare sia l’impatto sull’ambiente in termini di energia ed emissioni di CO2 legati alla produzione e all’utilizzo di prodotti ICT che la riduzione di emissioni di gas serra derivanti dall’uso di tecnologie IT e di rete nell’ambito dei trasporti e dell’industria digitale.

Basteranno una serie di linee guida, per quanto strutturate a dovere e patrocinate da un organismo importate come l’ITU, a definire uno standard operativo a cui l’industria dovrà rifarsi per limitare il proprio impatto ambientale? Serviranno ad accelerare il ricorso più massiccio a tecnologie verdi e più concretamente a salvaguardare la salute del pianeta? Sperarlo non costa nulla, soprattutto nelle notti delle stelle cadenti.

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