L’ascesa delle cloud private

By Redazione August 3, 2009

cloud_computing.jpgI vantaggi delle tecnologie recentemente note sotto il nome di “cloud computing” sono ormai conosciute da chiunque operi nel campo dell’IT. Fiumi di parole sono stati spesi dai più grandi fornitori di servizi per invogliare i CIO a sfruttare la miriade di servizi offerti dalle cloud pubbliche, liberando così preziose risorse interne e rendendo possibile un’ottimizzazione dei costi di gestione ed una flessibilità di utilizzo prima impensabili.
Molti però sono ancora i dubbi e le perplessità che la maggioranza dei responsabili IT devono sciogliere prima di poter perseguire con successo la strada del cloud computing, primo tra tutti la questione della sicurezza dei dati.
Dal punto di vista di un IT manager è comprensibilmente difficile decidere di migrare parte de dati aziendali all’esterno della propria infrastruttura, dopo che tanto è stato investito per costruire i sistemi informativi all’interno dell’azienda stessa, soprattutto quando non sono ancora chiare le implicazioni in termini di sicurezza dei dati quando questi vengono gestiti da entità esterne, insieme a quelli di potenziali concorrenti.

Devono quindi queste aziende rinunciare ai vantaggi di flessibilità e gestione delle risorse resi possibili dalle tecnologie di cloud computing soltanto perché non vogliono o non possono migrare i loro dati all’esterno dell’azienda?
La risposta, per fortuna è no! E’ infatti possibile creare quelle che vengono chiamate cloud private, ovvero infrastrutture che permettono di gestire le risorse IT all’interno di un’azienda con la stessa flessibilità offerta dalle cloud pubbliche lasciando così all’azienda stessa il totale controllo dei dati e della loro sicurezza.
Da un gruppo di ricerca dell’Università della California, Santa Barbara (UCSB) è nato Eucalyptus, una piattaforma open source tra le più mature e sofisticate che permette di implementare facilmente dei veri e propri sistemi di cloud computing all’interno della propria infrastruttura IT.

Grazie ad Eucalyptus è infatti possibile gestire le proprie risorse computazionali e di storage in modo estremamente flessibile e con possibilità di integrazione uniche nel suo genere grazie all’implementazione pressoché completa delle API di Amazon Web Services, lo standard de facto nel mondo delle cloud pubbliche.

Questa caratteristica unica rende possibile il riutilizzo dell’enorme quantità di librerie e framework software sviluppate per l’integrazione con Amazon Web Services, permettendo così all’infrastruttura IT ed alle applicazioni aziendali di interagire con l’interfaccia messa a disposizione dalla cloud privata, verso un vero e proprio provisioning dinamico delle risorse.
Migliaia di aziende stanno già implementando infrastrutture di cloud private tramite Eucalyptus o tecnologie simili, rendendo possibile così un primo passo importante verso quello che per molti sarà il futuro dell’IT: una gestione di risorse completamente automatizzata che renderà possibile livelli di efficienza, ottimizzazione ed integrazione tra risorse interne ed esterne impensabili fino ad ora.

Federico Feroldi
federico@cloudify.me

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