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Le sfide dei green data center e l’Expo 2015

green data center 3d 150x150 Le sfide dei green data center e l’Expo 2015Che relazione intercorre fra le tecnologie verdi e l’evento che cambierà (probabilmente e si spera decisamente in meglio) il volto di Milano? La risposta è semplice: gli interventi necessari per gestire, possibilmente nel segno della massima efficienza energetica, l’enorme mole di informazioni che l’Expo 2015 andrà a generare sono un banco di prova importante per mettere in pratica tutto quanto si è studiato per utilizzare l’informatica come strumento principe per ridurre gli impatti ambientali, i consumi e nondimeno i costi delle strutture.
In questi cinque anni i vari attori coinvolti – pubbliche amministrazioni, gestori della rete elettrica, organizzazioni fieristiche, studi di progettazione, aziende fornitrici – avranno messo a frutto la lezione e fatte proprie le virtù del “green It”? Dell’argomento se n’è parlato a un recente convegno organizzato dal Politecnico di Milano (“Le sfide del green data center per Expò 2015” e nell’occasione si è discusso di come gestire l’enorme patrimonio informativo legato all’evento, non solo a livello di infrastrutture hardware, data center in primis, ma anche di risorse software.
Cito in proposito alcuni dati. Un server produce in un giorno la stessa quantità di CO2 di un Suv che percorre 25 km e la sua alimentazione e il suo raffreddamento costano ogni anno quasi il 60% del valore di acquisto iniziale. Quanti ce ne vorranno e dove saranno collocati i server al servizio dell’Expo 2015? La stessa domanda non se la pongono di fatto le medie e grandi aziende alle prese con la necessità di ripensare i propri data center (grandi o piccoli che siano)?

Queste invece le parole di un esperto in materia e precisamente  Eugenio Capra, Ricercatore PostDoc al Politecnico di Milano e Project Manager della stessa Fondazione: “il Green It è un tema molto importante per diverse ragioni. L’industria informatica ha un impatto ambientale significativo ed è responsabile di oltre il 2-3 % delle emissioni totali di CO2, al pari dell’industria aeronautica. L’It, inoltre, costa parecchio in termini di consumo energetico e infatti costa più alimentare e raffreddare un server che non acquistarlo. In Italia l’energia rappresenta quasi il 20% delle spese di gestione di un data center e il fabbisogno energetico è inoltre un limite alla scalabilità dell’It, perché in alcuni casi la densità di energia assorbita dai data center ha superato i 20 Kw per metro quadro. Con la conseguenza che i gestori della rete elettrica potrebbero trovarsi nella situazione di non riuscire a convogliare così tanta energia in un punto, in aggiunta al fatto che modificare le infrastrutture di rete in aree urbane non è un’operazione facile”.
Affrontare il tema del green It è quindi prioritario e occorre farlo a vari livelli, in seno alle imprese come nell’ambito di grandi progetti internazionali. Parlarne va bene ma servono in entrambi i casi progetti concreti, strategie mirate e una volontà di “fare sistema” condivisa.

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Pubblicato da Redazione il 25/05/09 .

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