Il Cloud Computing dal punto di vista infrastrutturale
By April 16, 2009
Da Product Manager mi piacerebbe parlare di Cloud Computing da un punto di vista prettamente architetturale. Ad oggi si possono distinguere due tipologie di cloud, quella orientata ad un pubblico “esterno” raggiungibile tramite infrastruttura di rete estesa (internet) e quella dedicata ad uso interno che impiega la LAN/WAN aziendale e vede come utenti finali i dipendenti.
Nel primo caso parliamo di aziende che si propongono come Cloud Computing provider e/o che hanno prevalentemente siti remoti da gestire. Nel secondo caso ci riferiamo ad aziende che intendono erogare servizi ai dipartimenti al proprio interno.
Uno dei pilastri tecnologici che rendono possibile la realizzazione di soluzioni cloud è la virtualizzazione degli ambienti operativi. Essa consente di ottenere le funzionalità di ciascun server su HW virtuale (VM) rendendo possibile assegnare più o meno risorse al singolo servizio in modalità dinamica, senza alcuna interruzione del servizio. E’ anche possibile virtualizzare i singoli PC piuttosto che le applicazioni, o entrambi. Inoltre con la virtualizzazione si possono ottimizzare i sistemi in termini di occupazione di storage e con funzionalità di High Availability (HA) e Disaster Recovery (DR), conseguibili con sensibile riduzione dei costi.
Quanto descritto è configurabile in modo che le funzionalità di distribuzione del carico, HA e DR siano attivate in modo dinamico ed automatico. In particolar modo l’automazione dei processi di gestione consente di evitare errori manuali e, soprattutto, di intervenire in tempi ridotti ed in qualsiasi momento (h24x7x365). Ciò rende possibile concordare SLA ben definitii con l’utente finale ed una erogazione di servizi a consumo. Noi oggi siamo agli inizi nel proporre di questa tipologia di servizio, ma è ragionevole pensare ad una larga diffusione nel prossimo futuro, grazie agli indubbi vantaggi che le aziende ne possono trarre, in particolare le medie e piccole imprese, dove gli investimenti IT non sono elevati.
Possiamo aggiungere che l’integrazione dell’infrastruttura esistente con “aggiunte esterne” permette l’erogazione di nuovi servizi o l’ampliamento di servizi esistenti, senza sobbarcarsi l’onere di infrastrutture di proprietà.
Resto a vostra disposizione per informazioni e vi auguro una buona lettura.
Segnaliamo un interessante ’post’tecnico’ e in inglese – Exploring Cloud Computing Development?
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