L’efficienza energetica è la chiave per una gestione progressiva e cost-effective dei data center. Lo dicono tutti, lo fanno non in molti. E allora buone sono tutte le iniziative volte a sensibilizzare aziende, enti e organizzazioni varie a far fronte ai crescenti consumi di energia e ai relativi effetti sull’ambiente che vengono generati dalle grandi sale macchine.
Lo è per esempio il Codice di Condotta sviluppato dalla British Computer Society e lanciato ufficialmente da Lord Hunt, Ministro per lo Sviluppo Sostenibile e l’Innovazione Energetica del Regno Unito, che ha incoraggiato aziende e vendor It ad adottarlo per ridurre le emissioni e – particolare non da poco – risparmiare denaro oltre che energia.
Lo è guida Data Center 2.0 a cui sta lavorando il consorzio Green Grid (i cui membri sono fornitori It ma anche colossi dell’economia globale come Walt Disney ed eBay), che includerà indicazioni per arrivare a una maggiore efficienza energetica delle infrastrutture informatiche. Come? Organizzando in modo adeguato gli spazi fisici che ospitano server e sistemi secondo i principi di una progettazione “top-to-bottom” e di avanzate metriche per stimarne la produttività. Minimizzare i consumi di energia nei nuovi impianti come in quelli esistenti e oggetto di aggiornamento è l’obiettivo di questa pratica guida, che arriverà entro la fine dell’anno, sul come far funzionare i data center.
Per chi non avesse tempo e modo di aspettare tanto, qualche buon consiglio potrebbe sortire dalla lettura di un dossier realizzato dal Bordersteop Institute per conto del ministero per l’Ambiente tedesco. Rispetto al 2000, dice fra le altre cose lo studio, lo scorso anno i consumi energetici e le emissioni di CO2 legate ai data center sono raddoppiati e continueranno a crescere anche in futuro. E questo ormai lo sanno tutti, addetti ai lavori e non.


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