I (blade) server cambiano pelle, nel segno della virtualizzazione

By Redazione February 3, 2009

fsc-blade-server-bx600-s3.jpgGli analisti di Gartner hanno fama di coloro che sanno indicare i nuovi paradigmi dell’information technology, sia che si tratti di software sia che si parli di hardware. Riguardo le macchine, o per meglio dire le infrastrutture It, le predizioni relative ai server della società di ricerca americana anticipano una significativa trasformazione. Quale? Questa: i blade server sono una tecnologia ad interim che spianerà la strada a una nuova generazione di server, molto più flessibile, capace di gestire la memoria, i processori e quant’altro come risorse condivise configurabili in modo variabile, in funzione delle specifiche esigenze di business.

Il ritornello lo abbiamo sentito tante volte a proposito di virtualizzazione e il principio è, secondo Gartner, infatti lo stesso: i (blade) server di domani saranno più adattabili al mutare delle condizioni del mercato, dei cambi di strategia dell’azienda e anche dell’ambiente informativo in cui operano. In pratica più flessibili, come il principio del “dynamic It” impone.

Cio e responsabili It, in altri termini, potranno configurare macchine a dimensione variabile, caricandole o scaricandole di risorse in funzione delle specifiche esigenze nel segno della massima efficienza operativa (ed energetica). In futuro, si legge nelle indicazioni delle analisti, saranno rese disponibili tecnologie che consentiranno a molteplici sistemi blade di essere combinati all’interno della medesima architettura, operando quindi come un unico sistema di maggiori dimensioni. Più precisamente il server che verrà saprà gestire memoria, processori e schede I/O come componenti di un singolo “pool” e li potrà combinare in molteplici configurazioni per soddisfare i requisiti dell’utente.

Della dispersione delle capacità elaborative dei server si parla se non erro da almeno 10 anni. Ora si prospetta una nuova era in cui le macchine si caratterizzeranno per gli elevati tassi di utilizzo e la riduzione degli sprechi di risorse, a tutto vantaggio di una migliore resa delle applicazioni che vi girano sopra.

Sulla carta è una buona notizia per tutti. Oppure no?

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