Effetto “modularizzazione”, i data center cambiano look
By January 26, 2009
Premessa doverosa che rivolgo in particolare ai Cio e ai responsabili It che leggono questo blog: quanto vi apprestate a leggere è una sintetica elaborazione, in due puntate, di come gli analisti di Gartner pensano poter essere l’evoluzione prossima ventura dei data center aziendali. Non è quindi una personale visione del fenomeno: gli eventuali disappunti li raccolgo volentieri per indirizzarli, con preghiera di risposta, a chi di dovere.
La vision della società di ricerca americana è grossomodo la seguente: nei prossimi anni si imporrà un nuovo approccio architetturale che sostituisce il tradizionale ricorso ai blade server. I data center saranno cioè realizzati con sempre maggiore frequenza in zone o aree funzionali separate, piuttosto che in strutture monolitiche. Per capirsi meglio i data center di domani assomiglieranno alle strutture modulari implementati nei grandi container per movimentazione navale e saranno dotati di sistemi di raffreddamento e alimentazione indipendenti (si potrebbe dire integrati), e quindi tarati in funzione delle specifiche esigenze. Il data center galleggiante di Google è tutt’altra cosa ma il principio di base è simile.
Questa ventata di innovazione nella gesione fisica dei data center apre secondo Gartner un nuovo capitolo sul tema “risparmio energetico” per un semplice motivo: una singola area (i cosiddetti “pod”) può essere estesa, aggiornata o riparata nel caso senza provocare costosi disservizi e fermi macchina di altre zone.
Questa innovazione ha un nome ed è “modularizzazione”. La ricetta d’uso suggerita dagli analisti è la seguente: un data center andrà gestito non più come un sistema omogeneo ma come una struttura modulare, migliorando l’ubicazione delle macchine in zone caratterizzate da diverse densità di calore e dedicando gli impianti di raffreddamento più costosi solo alle zone che ne hanno veramente necessità. Con il vantaggio di effettuare aggiornamenti con continuità e senza lamentare fastidiose inefficienze.
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