Si torna in ufficio, il “green” rimane una priorità?
By August 19, 2008
Le vacanze, per molti, sono finite o sono agli sgoccioli e la scrivania è pronta a tornare il luogo dove passare la maggior parte della propria giornata lavorativa. Prendo allora spunto dall’ultimo post pubblicato da Katia, che ci speigava come in Fujitsu Technology Solutions si è pensato di rendere più sensibili i dipendenti al tema del “green” e provo a solleticare anch’io la coscienza ambientale di tutti noi dandovi qualche numero.
In mio aiuto arriva una recente ricerca commissionata da Kyocera Mita all’Istituto di ricerca Ifak (Institut für Automation und Kommunikation) di Magdeburgo, ricerca che per una volta non vede l’Italia arrancare quale fanalino di coda e che ha cercato di tracciare il livello di eco-compatibilità nei comportamenti d’ufficio. Rielvando, tanto per essere chiari, cosa ne pensano gli addetti aziendali di tecnologie e prodotti “verdi” e come vengono utilizzate le apparecchiature a disposizione.
Ebbene il 76% dei dipendenti (il campione era di 627 lavoratori di aziende europee del comparto industriale) è convinto del fatto che il fattore ecologico influenzi le scelte di acquisto di prodotti informatici e due lavoratori su tre sottolineano l’importanza di investire su stampanti, fotocopiatrici e computer certificati alle normative vigenti in fatto di rispetto ambientale. Un quadro quasi ideale, se non fosse che l’88% dello stesso campione ammetta di non essere (o di essere solo parzialmente) informato circa gli impatti (leggi consumi e inquinamento) provocati dai prodotti di cui sopra.
Il dubbio di una reale consapevolezza del problema mi rimane nonostante il 90% circa degli intervistati abbia detto di aver adottato a livello personale misure per ridurre l’impatto ambientale. Più precisamente il 55% disattiva i dispositivi elettronici nelle ore notturne, il 52% fa uso di documenti digitali, il 43% sfrutta la modalità fronte-retro per stampare e fotocopiare (gli italiani lo fanno nel 55% dei casi) e circa il 34% cerca di stampare di meno. A livello di azienda, però, emerge che il 77% degli intervistati individua la possibilità di migliorare il risparmio energetico e che il 69% ritiene si possa riciclare di più. Esemplari fra le mura domestiche e distratti in ufficio?
Provo a dare una risposta attraverso la ricerca. I decision maker italiani si vantano di una maggiore attenzione nel considerare il livello d’impatto ambientale dei prodotti d’ufficio mentre chi negli uffici ci lavora si proclama più attento rispetto ai colleghi europei nell’adottare misure di risparmio delle risorse. E il 75% si dice pure convinto del fatto che il “green It” è strettamente connesso all’eco-compatibilità dei prodotti d’ufficio. Che questo lodevole intento sia allora di buon auspicio per il ritorno al lavoro.
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