Ho seguito con attenzione l’intervento di Pierfilippo Roggero, Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Technology Solutions in Italia, tenuto nel corso dell’annuale incontro con la stampa italiana di settimana scorsa. Uno dei temi trattati era manco a dirlo il “green It” e ascoltando la presentazione mi sono appuntato in modo particolare alcuni interessanti dati sul rapporto in essere fra It (server, computer, apparati), ambiente ed efficienza energetica.
Lo sapevate per esempio che del totale delle emissioni di CO2 sulla terra il 2% arriva dalle apparecchiature informatiche, una quantità identica a quella prodotta dagli aerei? E che per un dollaro speso in hardware servono oltre 50 centesimi per alimentare la macchina? O che entro i prossimi quattro anni l’incidenza dei costi di elettricità per far funzionare pc e server aumenterà del 54%?
Lascio a chi legge le riflessioni del caso e provo a stimolarne altre con un altro dato messo in evidenza da Roggero, alquanto indicativo del come potrebbe cambiare lo scenario dei consumi di energia necessari per l’It in Italia. Spero di sintetizzarlo in modo adeguato.
Stimando in circa 800mila unità la base installata di server ad architettura Intel, i costi di alimentazione e raffreddamento ad essi associati sfiorano i due miliardi di euro l’anno. L’adozione di soluzioni di virtualizzazione e il rinnovo completo del parco macchine con le nuove tecnologie green (di Fujitsu) porterebbero a una riduzione di costi pari a un miliardo di euro in quattro anni.
Una cifra pari a un consumo di 8,3 Gigawatt/ora.
Un consumo, questa la degna chiosa di Roggero, equivalente a quello di un reattore nucleare in un anno.


Nessun commento