Lo dicono tutti e quindi mi accodo anch’io. I data center aziendali devono essere più efficienti, devono poter meglio supportare le esigenze del business, essere più flessibili, virtualizzati e (naturalmente) performanti. In poche parole devono crescere, evolvere, trasformarsi. I “nuovi” data center vanno anche adeguatamente gestiti, ma di questo tema mi occuperò prossimamente.Serve una svolta, quindi, e uno studio della Penn, Schoen & Berland Associates (che ha censito Ceo e Cio di circa 160 medie e grandi dimensioni operative in tutto il mondo) ha cercato di fare luce su come questa possa materializzarsi.
Un terzo di questo campione è dell’idea che entro i prossimi cinque anni i loro “cervelli aziendali” saranno incapaci di rispondere in modo adeguato alla rapida crescita della domanda di servizi e applicazioni legati alle attività di business. L’intervento è d’obbligo e, stando allo studio, il 67% dei Ceo è anche convinto che il ritorno degli investimenti per il restyling del data center sia possibile entro due anni.
Una maggiore operatività e flessibilità di server, sistemi di storage e reti di comunicazione è una consapevole necessità (ancorché un obiettivo raggiungibile) ma vanno prima superati gli ostacoli che al momento frenano l’evoluzione dei data center: limitati budget di spesa, timori diffusi circa i rischi legato alla migrazione e possibili disturbi ai processi di business.
A chi tocca, allora, rimuovere tali ostacoli e dare il là all’opera di cambiamento?Secondo la metà del panel analizzato da Penn, Schoen & Berland Associates, il compito di dettare le linee guida del processo di trasformazione dei data center è dei Ceo.
Cari Cio, mi vien da pensare, è il momento di bussare senza esitazioni alla porta dei vostri direttori generali, amministratori delegati o Presidenti vari.


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